Donna uccisa a Milano, il marito: "Mi avete fatto diventare un assassino"

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"Mi avete fatto diventare un assassino". E' questa la frase che Aurelio Galluccio, l'uomo fermato a Milano la notte tra sabato e domenica con l'accusa di aver ucciso a coltellate la moglie Adriana Signorelli, ha proferito durante il trasporto all'ospedale San Paolo. Una frase contenuta nel provvedimento con cui ieri il gip di Milano Maria Vicidomini ha convalidato l'arresto e ha lasciato l'uomo in carcere.  

In lacrime l'uomo ha spiegato agli agenti che "sono almeno due anni che chiedo ad Adriana di trovarsi un altro uomo, perché io non posso più renderla felice, ho chiesto più volte il divorzio (...) ma lei mi diceva sempre che avevo bisogno di aiuto e visto che tutti mi avevano chiuso la porta in faccia solo lei riusciva ad aiutarmi". In assenza di supporto per uscire dal tunnel della dipendenza, Galluccio ha puntato il dito contro gli agenti: "Ve la portate voi sulla coscienza, mi avete tolto la cosa più bella che avevo, sono anni che chiedo aiuto a tutti". 

I due, che da tempo vivevano una storia burrascosa, hanno trascorso la prima parte della giornata di sabato nell'appartamento del 65enne, poi si sono trasferiti nell'abitazione in via San Giacomo dove l'uomo "alterato per l'uso di stupefacenti", assunzione accertata in ospedale, ha colpito più volte la moglie con un coltello poi abbandonato in cucina. Contro di lui, tra l'altro, le immagini delle telecamere che lo collocano in via San Giacomo nelle ore dell'omicidio, le impronte delle suole delle sue scarpe macchiate di sangue, i comportamenti violenti tenuti dall'uomo in passato.  

Nel provvedimento si legge anche che la "disponibilità estrema" di Adriana Signorelli "ad aiutare" il marito "le è stata purtroppo fatale". Nonostante solo quattro giorni prima dell'omicidio la donna fosse stata di nuovo vittima dei maltrattamenti del coniuge, tanto che la sua segnalazione ha fatto scattare il codice rosso, la 59enne non lo ha mai abbandonato.  

Per il gip le condizioni di salute dell'arrestato non sono incompatibili con il carcere e le sbarre "sono l'unica misura idonea" vista "l'indubbia gravità dei fatti e la negativa personalità" di Galluccio ritenuto "soggetto di elevatissima pericolosità sociale che ha dimostrato di essere assolutamente incapace di valutare la gravità delle sue azioni criminali". La valutazione sulla possibilità di "commissione di futuri reati, ove lasciato libero, è connotata - sottolinea il gip di Milano - in termini di assoluta certezza e gravità".