Donna uccisa a Milano: vittima aveva denunciato il marito

Fcz

Milano, 2 set. (askanews) - La notte del 27 agosto, dopo l'ennesimo caso di maltrattamenti, aveva denunciato il marito facendo scattare il cosiddetto codice rosso. Così, già giorno successivo, il 28 agosto, ha raccontato tutte le violenze subite agli investigatori, assicurando che si sarebbe trasferita per qualche giorno a casa della figlia. Così non è stato. Adriana Signorelli, 59 anni, è stata uccisa a coltellate nel suo appartamento di Via San Giacomo, quartiere Chiesa Rossa, alla periferia Sud di Milano. Il suo cadavere è stato ritrovato in una pozza di sangue nella notte tra sabato 31 agosto e domenica 1 settembre dopo l'allarme lanciato dalla figlia. Il marito, il 65enne Aurelio Galluccio, è stato arrestato per tentato omicidio dopo aver cercato di investire a bordo della sua auto alcuni agenti di polizia intervenuti sul luogo del delitto. Poche ore dopo, per lui è scattato anche un provvedimento di fermo per l'omicidio dell'ex moglie che lo aveva denunciato soltato tre giorni prima di essere uccisa.

Un "caso emblematico" secondo il procuratore di Milano, Francesco Greco, che ha snocciolato alcuni dati per dare un'idea della portata del fenomeno: "Nel 2018 - ha spiegato il magistrato che dirige la procura milanese - nel solo territorio milanese ci sono stati 5.935 procedimenti per reati da codice rosso. Nello specifico, 2121 per casi di maltrattamenti, 1151 per stalking, 574 per violenza sessuale e 34 per violenza su minori". Calcolatrice alla mano, a Milano nel 2018 ci sono stati in media 15 casi di violenze al giorno. Un numero che, dopo l'introduzione del cosiddetto codice rosso, è salito a 30 casi al giorno. "Numeri così elevati - ha puntualizzato ancora il numero uno della procura di Milano - ci impediscono di estrapolare i casi più gravi. Il codice rosso è uno strumento utile, il problema è come gestirlo".