Donne al lavoro, donne leader: le ricette per il nostro futuro

Roma, 22 nov. (askanews) - In Italia lavora solo il 50% delle donne. Ma il loro ingresso sul mercato farebbe aumentare il Pil di parecchi punti. L'economia ha bisogno di loro, e ha bisogno di donne in posizioni di leadership: se ne è discusso al convegno "Gender, Personality and Leadership" promosso da ManpowerGroup per suggerire anche soluzioni concrete. Non è solo questione di giustizia, sottolinea l'ad di ManpowerGroup, Riccardo Barberis:

"Perché non è solo un tema etico ma un punto critico per le aziende del futuro: saper competere, rafforzare la leadership al femminile. Abbiamo un mercato del lavoro in Italia con una percentuale di partecipazione femminile molto più bassa della media europea. Questo è un punto chiave oltre a quello che ci interesse cioé lo stile di gestione, le competenze che le donne possono portare nel mondo aziendale".

La leadership al femminile cambia il mondo del lavoro, lo rende più inclusivo e produttivo. Riccarda Zezza, Ceo dell'azienda Life Based Value: "C'è qualcosa su cui le donne hanno esperienza da millenni e che possono portare agli uomini, ed è un modello di caring leadership, una leadership che fa crescere gli altri, che non è aggressiva, e che è quella che serve oggi al mondo".

"Le aziende hanno bisogno delle donne e quindi le aziende che hanno capito dati alla mano di aver bisogno di diversità, di più talento, stanno cercando le donne. E' un movimento lento che fa contro un sistema preesistente che resiste al cambiamento. C'è bisogno di fare uno spazio che ancora non c'è".

Star del convegno, lo psicologo argentino Tomas Chamorro Premuzic, Chief talent Scientist per ManPowerGroup e autore di diversi libri sul rapporto fra autostima e competenza. Per Chamorro, in giro ci sono troppi uomini incompetenti che si vendono bene perché hanno fiducia in loro stessi.

"Io credo che le donne sappiano che interessarsi agli altri, essere empatici e curiosi sono buone qualità. E' la società che deve rendersi conto che queste sono qualità cruciali per la leadership, non le donne."

Quello che propongo nel mio ultimo libro è che invece di suggerire alle persone - soprattutto le donne - di sgomitare di più, dovremmo imparare a giudicare il talento per la leadership e smettere di credere alla gente che si crede brava ma non ha talento.

E' la società quindi che deve imparare a riconoscere il talento vero; quello in grado anche di passare il testimone ai giovani e preparare il futuro. Come suggerisce Valeria Bonilauri, Responsabile innovazione e sviluppo Elis.

"In Elis, insieme a 90 aziende consorziate lo stiamo facendo con un progetto che si chiama "Sistema scuola impresa" che è un orientamento ai nuovi mestieri e al cambiamento. Riusciamo a farlo grazie a 140 role model, professioniste femminili carismatiche e appassionate del loro lavoro che riescono a trasferire la loro passione ai ragazzi".