Donne, D'Arrando (M5s): uguaglianza sostanziale sia obiettivo di tutti

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Roma, 3 mar. (askanews) - "Nonostante, nel tempo, il piano formale delle leggi abbia acquisito il principio dell'uguaglianza tra tutti gli esseri umani, l'impostazione patriarcale della nostra società è ancora lì, a livello informale, e si manifesta nella vita culturale, politica, economica: penso al cosiddetto 'tetto di cristallo', alla disparità salariale, al gender gap, sono tutti indici che ci confermano quello che già sappiamo". Così Celeste D'Arrando, deputata del MoVimento 5 Stelle in commissione Affari sociali, intervenendo oggi in Aula durante la discussione generale della mozione su parità di genere e contrasto alla violenza sulle donne.

"La parità di genere è un tema che deve essere affrontato a diversi livelli, e non è solo una priorità italiana bensì un obiettivo da raggiungere globalmente. Tutte e tutti dobbiamo sentirci coinvolti per promuovere la parità di genere tra le pareti domestiche, nelle aule di scuole e università, sui luoghi di lavoro e nelle istituzioni. Mai come in questo caso vale il principio per cui lo Stato siamo tutti noi".

"Il mio auspicio e quello del MoVimento 5 Stelle", prosegue la deputata, "è dunque che la mozione oggi in discussione sia uno strumento vivo nelle mani della politica e della società italiana, indipendentemente dal genere. Dobbiamo ribaltare i dati che ci raccontano di un Paese in cui le donne sono ancora discriminate in termini di accesso alle professioni e ai ruoli dirigenziali, spesso costrette a scegliere tra carriera e famiglia e, soprattutto, vittime di violenza: 88 donne ogni giorno la subiscono, secondo il rapporto della Polizia di Stato".

"Dopo i passi avanti importanti che abbiamo compiuto a livello normativo, come il Codice Rosso o le varie misure per il sostegno alla maternità e per una migliore conciliazione vita-lavoro, continuiamo a lavorare per debellare ogni forma di violenza fisica, economica, sessuale nei confronti delle donne. Continuiamo ad insegnare nelle scuole il rispetto di genere e che la violenza non è amore ma un atto criminale", conclude D'Arrando.