Donne leader al WomenXImpact: storie successo e ispirazione

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AGI - Storie di donne di successo nonostante le difficoltà di partenza, da condividere perché siano modelli di ispirazione anche per molte altre: è partita a Bologna la seconda edizione di WomenXImpact, un'iniziativa dell'imprenditrice digitale Eleonora Rocca.

La sua storia parte dalle violenze psicologiche e dalle scorrettezze subite nel mondo del lavoro e si risolve con un'attività imprenditoriale culminata con l'appuntamento di Bologna e molto di più. Come ha spiegato la fondatrice, l'evoluzione di WomenXImpact è stata veloce e il progetto lanciato per rispondere a un'esigenza personale, quella di aiutare altre donne ad affrontare in maniera positiva il loro percorso lavorativo, acquisendo leadership e sicurezza, è diventato un progetto che coinvolge più di 160 speaker da tutto il mondo ed oltre 1.000 partecipanti, dando vita a quello che Eleonora Rocca definisce "un incredibile ecosistema virtuoso".

️Annalisa Muccioli Chief Executive Officer di Eni Progetti @eni
➡️ Il percorso di sviluppo è un cammino bisogna:
- conoscere il contesto
- dotarsi degli strumenti più idonei
- contare sul proprio compagno di cordata
E una volta giunti sulla cima, si aprono nuovi orizzonti. pic.twitter.com/PTPdqheBVu

— WomenXimpact (@womenximpact) November 17, 2022

Le difficoltà sofferte dalle prime "testimoni" che si succedono sul palco principale (fino a sabato) sono sempre state all'origine di una forza che ha permesso a imprenditrici e manager di ottenere successi lavorativi, conciliandoli con famiglia e maternità. L'obiettivo è creare modelli di ispirazione e incoraggiare il superamento del divario di genere che persiste nelle aziende e nella società.

Uno dei primi interventi è stato quello di Erica Canaia, responsabile delle vendite in un'azienda veneta, Fimic, dove ha creato un progetto per sostenere la maternità delle dipendenti, chiamato Mater Novissima. Canaia ha citato l'articolo 37 della Costituzione, quello che garantisce la parità di diritti e retribuzione e la maternità delle donne che lavorano. È del 1947, ha detto, ma ancora non è pienamente applicato.

"Nel 2020 ci sono state oltre 30mila dimissioni volontarie di donne, quasi sempre madri, e 9 mila di uomini. Nei colloqui di lavoro non bisogna chiedere se la candidata prevede di avere figli, ma quando li vuole avere". Capovolgere la mentalita' che considera la parità di genere un ostacolo al criterio del merito e assumere più donne è positivo per le aziende e la società.