Schwazer, processo doping archiviato: "Urine furono alterate"

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Alex Schwazer non ha commesso il fatto e il processo per doping viene archiviato. Questa la decisione del gip del Tribunale di Bolzano Walter Pelino al termine del processo di primo grado per Schwazer, oro nella marcia a Pechino 2008 e in seguito sanzionato per doping. Il gip, accogliendo la richiesta del pm, ha ritenuto "accertato con alto grado di credibilità" che i campioni di urina nel 2016 furono alterati.

Falso ideologico, frode processuale e diffamazione sono i reati che il gip di Bolzano ipotizza nei confronti di chi avrebbe alterato le provette nella sentenza con la quale dispone da un lato l'archiviazione della posizione di Schwazer nel processo penale per doping e dall'altro la restituzione degli atti al pm "anche per le valutazioni di competenza in ordine ai fatti / reati sopra elencati".

"Si rimette al Pubblico Ministero - scrive il gip - accertare se in relazione alla documentazione non trasmessa da Wada (agenzia mondiale antidoping, ndr) in relazione alla suddetta analisi genetica, condotta a Losanna nell’ottobre 2017 e alle spiegazioni fornite dal direttore affari legali di Wada, Julien Sieveking, con nota del 10.12.2019, emergano ulteriori falsi. In particolare in detta nota si afferma, tra l’altro, che l’analisi sarebbe stata originata dall’accusa di uno scambio di provette ipoteticamente avvenuta nel maggio 2010 ed emersa nel maggio 2017, si forniscono indicazioni sui tempi di conservazione dei campioni risultati positivi (che contrastano con quanto dichiarato innanzi alla Corte d’Appello di Colonia) e di quelli risultati negativi, e si afferma, in particolare, che 'le concentrazioni di Dna sono estremamente variabili; infatti il Laboratorio di Losanna ha riportato concentrazioni fino a 25,780 pg/pl'. Facendo riferimento ad un nota asseritamente inviata al perito ed allegandone invece un’altra, inviata allo stesso Sieveking il 18.05.2018 dai Laboratorio di Losanna, da cui è stata però tolta sia nell’originale che nella traduzione la pagina 2 (fogli 1100 e 1101). Il tutto sempre senza documentare adeguatamente queste affermazioni che rimangono perciò totalmente autoreferenziali (così come le affermazioni dei due 'consulenti' Wada)".

"Sono molto felice che dopo 4 anni e mezzo di attesa finalmente è arrivato il giorno in cui è stata fatta giustizia", è il commento di Schwazer. "Probabilmente non potrò dimenticare tutte le cose -prosegue in un file audio diffuso attraverso la sua manager Giulia Mancini-, ma il giorno di oggi mi ripaga un po' di tante battaglie che insieme ad altri che mi sono stati vicini ho dovuto affrontare in questi quattro anni e mezzo, che non sono stati per nulla facili".

"A parte Giovanni Malagò che ha cercato di dare una mano, per il resto silenzio più totale dal resto del mondo sportivo: sono stati 5 anni di battaglia durissima, e solo negli ultimi anni la Federatletica aveva assunto una posizione più distaccata, forse capendo che l'accusa era indifendibile", dice Sandro Donati, coach di Schwazer, all'Adnkronos.

Donati confessa "l'amarezza di aver condotto questa battaglia in solitudine. Ora è il momento che gli altri facciano le riflessioni del caso. Cosa diranno adesso? E cosa possiamo fare perché queste cose non accadano più? Anch'io in qualche modo sono stato incastrato: passato per fesso o complice, e non sono né l'uno ne l'altro. Ora anch'io dico grazie a questo giudice coraggioso".