Doping nelle gare sportive amatoriali di Palermo, 4 arresti -3-

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Palermo, 12 feb. (askanews) - Nello specifico, una delle palestre era diventata un vero e proprio "ambulatorio del doping", infatti, all'interno dello spogliatoio i giovani body-builder si somministravano vicendevolmente le sostanze dopanti, attraverso iniezioni intramuscolo o sottocutanee. Grazie alla complicità di un infermiere professionale, che veniva chiamato appositamente, venivano eseguite delle flebo per la somministrazione di sostanze per via endovenosa. La somministrazione delle sostanze anabolizzanti avveniva anche all'interno del negozio di integratori, che, seppur all'apparenza era una normale attività commerciale, nella realtà funzionava come "un supermarket di sostanze dopanti", ove si rifornivano numerosi giovani body-builder provenienti da tutta la Sicilia. In un caso, per raggiungere l'aumento della massa muscolare nel minor tempo possibile, è stato accertato l'utilizzo, da parte di un atleta, di un medicinale veterinario normalmente utilizzato per il potenziamento muscolare e scheletrico di cani e gatti.

Quando parlavano dei farmaci e delle sostanze illecite commercializzate, gli indagati, nel tentativo di eludere le indagini e le intercettazioni, utilizzavano un linguaggio in codice, ovvero "Winnie the pooh", o "Doppia V" o "Gigetto" o "Giubottino". Uno degli arrestati, temendo di essere intercettato, utilizzava anche una sim intestata ad una ignara cittadina straniera. Tra gli indagati figura anche un bancario che suggeriva ad uno degli arrestati di effettuare i versamenti di contante in tre distinte tranche, di importi dispari, invitandolo a recarsi insieme a lui in banca per effettuare l'operazione, aggiungendo che egli stesso avrebbe provveduto ad eludere la disciplina sulla segnalazione obbligatoria in materia di antiriciclaggio.

Nel corso dell'attività investigativa sono stati accertati casi di stati patologici derivanti dall'uso indiscriminato di sostanze anabolizzanti, come ginecomastia, distirbi tiroidei, tachicardia. Per combattere tali patologie, gli indagati indicavano l'assunzione di farmaci specifici e un disintossicante epatico da assumere dopo i cicli di anabolizzanti.