Dopo 4 mesi dalla figlia si suicida la madre di Daisy Coleman, 23enne attivista anti-abusi

Adalgisa Marrocco
·Contributor HuffPost Italia
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(Photo: Matt Winkelmeyer via Getty Images)
(Photo: Matt Winkelmeyer via Getty Images)

Madre e figlia comparse a quattro mesi di distanza l’una dall’altra, dopo essersi tolte la vita. Daisy Coleman, 23enne attivista americana e fondatrice di una associazione a difesa dei teenager vittime di abusi sessuali, si era suicidata lo scorso agosto. Oggi la scomparsa della madre Melinda Coleman. A riportare la notizia è il Daily Mail.

L’annuncio della morte è stato dato su Instagram da SafeBae, il gruppo di prevenzione anti-violenze creato dalla giovane Daisy, vittima a sua volta di abusi in giovanissima età: “Siamo scioccati e distrutti nel darvi la notizia che di aver perso Melinda Coleman. Il lutto infinito per la perdita del marito (scomparso nel 2007 in un incidente d’auto, ndr), del figlio Tristan (anch’egli vittima di un incidente automobilistico nel 2018, ndr) e della figlia Daisy era più di quanto potesse sopportare”.

La 23enne Daisy Coleman era stata ritrovata senza vita nell’agosto 2020. Quando aveva 14 anni, la giovane era stata vittima di uno stupro ed aveva affrontato per anni episodi di bullismo online: la sua storia era stata raccontata in un documentario Netflix dal titolo “Audrie e Daisy”.

Il documentario ripercorre la storia di Daisy e di un’altra ragazza (Audrie Pott), mostrando come le due, dopo aver subito violenza sessuale, abbiano anche dovuto combattere contro le accuse e la diffidenza della comunità di appartenenza. Audrey è morta suicida poco dopo lo stupro, Daisy invece ha proseguito la sua battaglia, fondando un’associazione per tutelare i teen-ager vittime di violenza.

A dare annuncio della morte della ragazza era stata proprio la madre Melinda, in un post su Facebook: “Era la mia migliore amica e una figlia fantastica. Non si è mai ripresa da quello che quei ragazzi le hanno fatto: è ingiusto. La mia bambina non c’è più”.

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Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.