Dopo Astrazeneca, non giochiamoci la fiducia su Pfizer

·Ufficio centrale HuffPost
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ESSEN, GERMANY - APRIL 20: (BILD ZEITUNG OUT) In this photo illustration, a bottle with vaccine from BionTech/Pfizer and AstraZeneca stand on an International vaccination certificate on April 20, 2021 in Essen, Germany. (Photo by Mario Hommes/DeFodi Images via Getty Images) (Photo: DeFodi Images via Getty Images)
ESSEN, GERMANY - APRIL 20: (BILD ZEITUNG OUT) In this photo illustration, a bottle with vaccine from BionTech/Pfizer and AstraZeneca stand on an International vaccination certificate on April 20, 2021 in Essen, Germany. (Photo by Mario Hommes/DeFodi Images via Getty Images) (Photo: DeFodi Images via Getty Images)

Fino alla decisione di posticiparne il richiamo tra prima e seconda dose a 42 giorni, c’era una certezza nella difficile battaglia al maledetto virus, ed era il vaccino Pfizer, punto fermo intorno al quale gli altri si muovevano e non proprio in linea retta.

Come per esempio Astrazeneca, vittima della letale miscela infodemica che ormai si è imparato a conoscere (fatti + opinioni + dichiarazioni ufficiali contraddittorie), e alla fine comunque in calo di reputazione e fonte di più o meno riposta preoccupazione nell’opinione pubblica un po’ confusa. Insomma, mentre si cercava di capire se Astrazeneca dovesse essere raccomandato agli under 60 - e ancora non è chiarissimo - , Pfizer rimaneva la pietra angolare del sistema, il bastione della campagna vaccinale.

Poi il 5 maggio scorso arriva l’indicazione del Cts che viene recepita da una circolare del ministero della Salute: è “raccomandabile” un prolungamento nella somministrazione della seconda dose dei vaccini a mRNA Pfizer-BioNtech e Moderna “nella sesta settimana dalla prima dose”. Ci sono ancora troppi non vaccinati nelle fasce a rischio, sostengono i nostri scienziati, e visto che la protezione è “già alta con la prima iniezione”, meglio estendere a 42 giorni il tempo del richiamo.

Come si intuì presto, la raccomandazione del Cts sortì effetti importanti: sia in positivo, l’allargamento potenziale della platea dei vaccinati, il rinnovato entusiasmo del generale Figliuolo nel raggiungere i target sperati, ma anche in negativo, cambiando i sistemi di prenotazione delle regioni, alimentando un po’ di confusione tra coloro che avevano già prenotato il richiamo e gli altri.

Quello che non ci sarebbe aspettato, e di cui non si sentiva il bisogno, era una polemica sulla legittimità scientifica della decisione. Polemica che invece arriva, purtroppo.

È Pfizer a...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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