Dopo attacco Grillo M5S nel caos. Conte pronto all’addio

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Image from askanews web site
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Roma, 25 giu. (askanews) - Sono lontani i tempi in cui i parlamentari del Movimento 5 stelle, neofiti delle istituzioni, accusavano i giornalisti di inventare le divisioni e le tensioni all'interno dell'organizzazione. Nel day after dell'arringa di Beppe Grillo ai gruppi parlamentari (prima Camera, poi Senato) contro Giuseppe Conte, la lacerazione è più vistosa che mai anche se i big del Movimento tentano una disperata opera di ricucitura. "Sicuramente ci prova Luigi Di Maio, a lui non conviene l'esplosione dei gruppi e del M5S", racconta un deputato di lungo corso. E nel pomeriggio una delegazione del gruppo parlamentare del Senato (la vicepresidente Paola Taverna, il capogruppo Ettore Licheri, il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli) viene ricevuta da Conte nella sua abitazione romana. Ma al termine della riunione una fonte di primo piano commenta: "Le notizie sono tutte molto negative, Conte è determinato a lasciare. Ci vorrebbe un'abiura di Grillo rispetto alle cose di ieri, ma nessuno la trova una ipotesi probabile".

Nelle chat del M5S, raccontano le fonti stellate, c'è "molta tensione, molta preoccupazione, la gente è incazzata con la situazione in generale più che con l'uno o l'altro. Molti erano in bilico già prima, alla Camera 50-60 peones potrebbero lasciare". La chat più silente è quella del gruppo di governo: ne fanno parte alcune delle persone che sono in contatto con i due protagonisti della spaccatura. "Sono cose lontanissime da noi, Conte non so con chi parla, Grillo non so con chi parla", dicono i parlamentari "comuni". Più agitata la discussione nelle chat organizzate per regioni e quelle dei parlamentari e dei "graduati": presidenti di commissione e capigruppo nelle commissioni. C'è chi se la prende con Grillo: "Un padre deve recidere il cordone ombelicale se vuole che la creatura impari a camminare da sola" e chi pensa che Grillo non cambierà mai, "è il suo progetto, la sua vita, non si farà mai mettere da parte". E chi lamenta il fatto che i parlamentari sono chiamati a schierarsi dopo aver assistito "ai soliti caminetti" e a "fare gli ebeti" non sapendo che dire agli attivisti, agli elettori, al Paese.

Il destino della "rifondazione" che Grillo aveva affidato all'ex presidente del Consiglio, in sintesi, appare compromesso. Nei palazzi romani si rincorrono le voci di un addio possibile già in giornata o al più tardi la prossima settimana. "La nascita di una lista Conte è un'opzione - racconta un esponente del M5S di governo - ma lui l'aveva sempre esclusa con noi. Certo, da ieri è cambiato qualcosa". "Grillo ieri gli ha dato delle badilate: anche se Conte accettasse la situazione - commenta un altro parlamentare di peso - sarebbe un leader indebolito. Basterebbe un tweet del garante per buttarlo giù". Se non è fine corsa, ci manca davvero l'ultimo chilometro. Forse l'ultimo centimetro.

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