Dopo attacco hacker, sovraccarico su gli altri Pronto Soccorso

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Milano, 3 mag. (askanews) - Non si è ancora arrestata l'onda lunga di disagi innescati dall'attacco hacker che dalle 3 di domenica ha preso di mira i siti delle aziende ospedaliere Fatebenefratelli e Sacco e di Milano con impatti sul funzionamento di tutte le sedi aziendali (Ospedale Buzzi, Macedonio Melloni, e altre 33 sedi territoriali). I pazienti che devono accedere ai Pronto Soccorso alle strutture prese di mira vengono indirizzati agli altri ospedali chiamati da Areu - da lunedì mattina - a "garantire la massima accessibilità e disponibilità", segnando in alcuni casi anche il raddoppio dei numero di casi seguiti in media. "Lunedì a mezzanotte avevamo in carico 56 pazienti, il doppio della media registrata in un lunedì normale, ma seguiti da due medici e tre infermieri", racconta Andrea Ronsivalle, responsabile del pronto soccorso dell'ICCS, l'Istituto Clinico Città Studi, ospedale di riferimento per l'area a est di piazzale Loreto.

"Oggi, martedì, alle 12, abbiamo 36 pazienti già presi in carico, 20 che aspettano; e tre ambulanze in attesa - prosegue il medico - Il problema di questo stato di cose è il sovraccarico e l'innesco di una serie di problemi e gravi disagi che si propagano e ricadono via via sulle persone. Chi aspetta al pronto soccorso con codice non grave, o di essere portato in reparto, o fermo sulla lettiga non sa cosa sta accadendo e non si dà ragione delle attese. E per una struttura come la nostra alla quale afferiscono molti anziani e pazienti con fragilità diverse vuol dire veder ricadere il disagio anche sul territorio".

"Alla chiamata di Areu di lunedì mattina che chiedeva la garanzia della massima accessibilità abbiamo risposto con tutto il personale disponibile, che però è già stremato ed esiguo tenendo presente che manteniamo comunque, causa Covid, il doppio percorso. Al momento ancora non abbiamo avuto indicazioni su quando rientrerà l'emergenza". (nella foto: Andrea Ronsivalle, responsabile del pronto soccorso dell'ICCS, l'Istituto Clinico Città Studi)

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