Dopo Cina, anche Giappone ratifica maxi-area libero scambio RCEP

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 28 apr. (askanews) - Il Parlamento giapponese, la Dieta, ha ratificato l'accordo di libero scambio più grande del mondo, Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), che entrerà in vigore il prossimo anno, se verrà approvato dai parlamenti dei diversi paesi firmatari.

La camera alta nipponica (Camera dei consiglieri) ha dato oggi luce verde a un accordo che vede la partecipazione dei 10 paesi membri dell'ASEAN più la Cina, il Giappone, la Corea del Sud, l'Australia a la Nuova Zelanda.

Il partenariato, per creare il quale l'accordo è stato firmato a novembre dello scorso anno, punta a eliminare il 91 per cento dei dazi sulle merci, creando un'area di libero scambio che copre qualcosa come un terzo dell'economia mondiale.

La Cina aveva già ratificato a marzo l'accordo. Secondo le regole previste nel docuemento, perché esso entri in vigore, deve essere ratificato da almeno sei dei dieci firmatari ASEAN e tre tra i cinque non ASEAN, che comprendono anche Cina e Giappone.

In un contesto internazionale ancora caratterizzato da un duro conflitto commerciale tra Usa e Cina, da un lato, e da Cina e India a livello regionale, il fatto che alleati degli americani stiano creando un'area di libero scambio al di fuori dagli accordi commerciali con gli Usa rischia di creare un problema per Washington.

Non solo. La Cina ha chiarito di essere interessata a unirsi a un altro accordo di libero scambio, il Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (CP-TPP), erede di quel TPP che gli Usa nell'era di Donald Trump hanno abbandonato e che comunque è stato portato avanti dal Giappone, potrebbe rappresentare un ulteriore ombra sull'influenza americana nella regione dell'Asia orientale.

Il governo giapponese ha stimato che l'entrata in vigore del RCEP contribuirà a un aumento del Pil nipponico del 2,7 per cento e creerà centinaia di migliaia di posti di lavoro.