Dopo il voto sulla Tav si è di fatto aperta la crisi di governo?

giovanni lamberti

Il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, ripete che "ora le valutazioni le farà Salvini", che "si apre una questione politica, su questo non c'è dubbio, ci saranno conseguenze". Crisi aperta formalmente? "Certo. Più di così...", afferma un sottosegretario del partito di via Bellerio. Aria di fine lavori in Parlamento per tutta la mattinata. Il voto sulle mozioni sulla Tav richiama il pubblico delle grandi occasioni. "Non mi sembra che qui i senatori siano spaventati...", osserva Ghedini. Ma nel Movimento 5 stelle la preoccupazione è subito altissima.

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La presidente Elisabetta Casellati al termine della seduta augura a tutti buone vacanze, lo fa "prima che suoni il campanello come a scuola". E in effetti nel Transatlantico di palazzo Madama tutti salutano tutti. Baci e abbracci. "Ma tu dove vai in ferie?", la domanda più ricorrente. Spuntano i trolley, si susseguono le chiamate per prenotare treni e aerei. Ma è proprio Romeo che lasciando il palazzo avverte: "Le mie vacanze? Potrebbero essere romane...".

Anche uno come Matteo Renzi non si aspettava che la tensione nella maggioranza si alzasse a questo punto. "Certo che Romeo è stato molto duro. Ora ci saranno dei passaggi formali. Vedremo cosa succede", sottolinea l'ex premier. Di Maio vede i suoi e poi si limita ad "un no comment", Salvini fa un passaggio a Palazzo Giustiniani e poi si infila nella macchina senza parlare, Danilo Toninelli è 'tranchant': "Della poltrona non mi frega niente. Io lavoro". E poi: "La strada è lunga, andiamo avanti".

Ora sarà il vicepremier della Lega a tirare le somme. Certo è che una quindicina di giorni fa un esponente del Carroccio andò a trovare il sottosegretario Giancarlo Giorgetti a palazzo Chigi. E ne uscì con quella che sembrava solo una previsione: "Salvini aprirà la crisi il 7 agosto". Non è certo un caso però che lo strappo nella maggioranza ci sia stato sulla Tav, con il governo diviso in Aula: il sottosegretario Santangelo (M5s) si è rimesso all'esecutivo sconfessato dal viceministro Garavaglia.

"Oggi è successa una cosa mai vista...", osserva il centrista Cesa. "La Lega vuole un forte segnale di discontinuità - sottolinea un dirigente del Carroccio - Ora sta al Movimento 5 stelle e al premier Conte capire cosa fare". L'idea di un Conte bis non viene esclusa dai 'big' del partito di via Bellerio. "Con questo ministro delle Infrastrutture non è posisbile neanche fare investimenti pubblici", la riflessione. Ma Toninelli non ha intenzione di dimettersi. Si tratterebbe di rivedere l'intera architettura del governo, con M5s disponibile ad un'operazione del genere solo se Salvini la chiederà formalmente.

Nel Movimento 5 stelle c'è la consapevolezza che Salvini intenda alzare ancor di più l'asticella per cercare di passare all'incasso. E diversi esponenti pentastellati ipotizzano che Salvini voglia aprire e chiudere la crisi. Ovvero con un rimpasto. "Ma non è solo questione di poltrone. È un problema di temi. E di riforme e opere bloccate", insistono gli 'ex lumbard'. Quel segnale di discontinuità che Salvini si aspetta potrebbe non arrivare, anche perché - spiegano fonti parlamentari M5s - il Colle non si presterebbe ad operazioni che mettano a rischio la legge di bilancio. Sta di fatto che un senatore pentastellato osserva che il Movimento 5 stelle farebbe fatica a gestire una fase del genere. Alle 17 si vedranno i senatori, alle 21 Di Maio riunirà i suoi.

"Salvini vuole il voto il 13 ottobre... Vuole rovinarci anche la festa di Napoli", allarga le braccia un deputato M5s. In un clima di incertezza il Pd attacca: "Conte non ha più una maggioranza. Vada al Quirinale", taglia corto Nicola Zingaretti.