Dopo l’emanazione del nuovo decreto scatta il dissenso di piazza anche nel capoluogo piemontese

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Un momento della manifestazione torinese
Un momento della manifestazione torinese

Neanche il tempo di chiudere la conferenza stampa a tre Draghi-Speranza-Cartabia che una folla si è radunata a Torino, contro il Green Pass arriva il “No paura Day” organizzato in numerose città italiane. E arriva sul modello delle proteste che già in Francia avevano fatto seguito alla decisione omologa di Emanuel Macron in quanto ad estensione del certificato vaccinale. Le prime mobilitazioni italiane erano state già organizzate in modo da coincidere con la serata dell’emanazione del Nuovo Decreto Covid: Messina, Cesena, Trieste e, appunto, Torino, si sono popolate di manifestanti che gridano alla “dittatura sanitaria”. L’idea sarebbe di invocare la libertà di andare dove si vuole senza green pass e farlo nel nome della libertà di prendersi la Variante Delta e sperderla in giro per l’Italia, una cosa geniale.

Torino contro il Green Pass: a Piazza Castello tutti ad invocare la “libertà”

A Torino l’epicentro della protesta contro la decisione del Governo Draghi è stato Piazza Castello, dopo un tam tam sul web durato due giorni per chiamare a raccolta la variegata e composita galassia di coloro che sono contro l’obbligo vaccinale, contro i vaccini in genere, contro il vaccino anti Covid, insomma, contro. Iconica la frase di uno degli speaker, ripresa dalle agenzie: “La Digos ha contato 2000 persone e quindi siamo almeno il doppio. Facciamo vedere a tutti cosa vuol dire uomini liberi”, il tutto scandito dal grido “libertà” e da veri boati di protesta e dissenso quando dal palco è stato fatto il nome del commissario per la camagna vaccinale, generale Figliuolo.

Folla a Torino contro il Green Pass: “Circondati da disinformazione e censura”

Nel florilegio di tesi ardite che hanno accompagnato la manifestazione torinese spiccano quelle dell’avvocato Maurizio Giordano: “Siamo circondati da disinformazione e censura. Il Green pass è inconcepibile non solo dal punto di vista costituzionale ma anche umano. Stiamo arrivando a passi molto veloci a una dittatura”. E giù applausi scroscianti e riprese con gli smart phone.

Forza Nuova, Italexit e cittadini comuni a Torino contro il Green Pass

Ad ascoltare queste perle di saggezza vendemmiate giuste giuste per fare da argine alla deriva autoritaria di uno stato che vuole mettere in sicurezza i propri cittadini esponenti di forze politiche e movimenti, alcuni dei quali della deriva autoritaria sono nemici da sempre, fra cui Forza Nuova Torino e Italexit. E di “apartheid” ha parlato Roberto Mossetto, che del partito di Gianluigi Paragone è il segretario torinese: “Il governo vuole l’apartheid e i commercianti non saranno complici”. Gli ha fatto eco il candidato sindaco di Torino e docente universitario Ugo Mattei.

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