Dopo la pandemia per ripartire servirà anche un nuovo linguaggio (di M. Garofalo)

Carlo Renda
·Vicedirettore HuffPost
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Family and friends happy moments in video conference in lockdown quarantine. (Photo: LeoPatrizi via Getty Images)
Family and friends happy moments in video conference in lockdown quarantine. (Photo: LeoPatrizi via Getty Images)

(di Mauro Garofalo)

A un anno dallo scoppio del coronavirus, sappiamo che il mondo precedente, il mondo di ieri, non basterà più, domani. In questa fine 2020, in molti si interrogano sui modelli che l’uomo post-pandemia dovrà adottare: a partire dal vaccino, dai nuovi assetti della geopolitica mondiale, ma anche dal nostro rapporto con l’ambiente, da ciò che mangiamo, dal rapporto con gli altri.

In questo percorso ci potrà accompagnare uno sguardo più attento alle altre specie. E’ il suggerimento che viene da Roberto Mucelli, docente alla Sapienza di Roma, psicoterapeuta, esperto di comportamento animale e linguaggio. Nel suo ultimo studio (Uomo e/è Animale. Verso una Filosofia dei Linguaggi Interspecifici, su academia.edu) analizza il linguaggio interspecifico: “A seconda del pensiero che utilizziamo, creiamo una realtà differente, esiste un pensiero di tipo pragmatico-funzionale, l’atto in sé, e uno reciproco che si basa su simboli”.

Questo sarà possibile imparando parole nuove, a partire dal linguaggio degli animali con cui viviamo tutti i giorni, dice lo psicoterapeuta: “La relazione tra uomo e selvatico sarà uno dei modelli da calibrare nel prossimo futuro: l’equilibrio con il bosco, la manualità, e il fatto che esiste un mondo, lì fuori, con cui dobbiamo ri-entrare in contatto”. L’assunto è facile. Per creare un mondo nuovo, innanzitutto occorre apprendere un linguaggio nuovo: “Il significato del linguaggio sta nell’uso che ne facciamo. L’altro giorno sentivo parlare due allevatori, discutevano del fatto che adesso nel bosco ci sono cerro e ghianda: misurano il bosco in base ai frutti che possono dare ai loro animali.I boscaioli invece vedono il bosco in funzione del taglio, della resa del legname. Se andrò io, avrò un approccio più vicino a Henry D. Thoreau e Ernst ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.