Dopo la ripresa a "V" di Wall Street è in arrivo quella dell’economia

Stefano Caratelli
Dopo la ripresa a

Maggio 2020 era da comprare e non da vendere. Il Toro ha ripreso il comando a Wall Street, mentre Main Street sembra prepararsi a un terzo trimestre di forte rimbalzo, che potrebbe favorire Trump a novembre

Un mese fa Financialounge.com aveva segnalato che forse era il caso di sostituire il tradizionale ‘Sell’ di maggio con un bel ‘’Buy’, nonostante la schiera di guru che prevedeva una ‘W’ del mercato azionario americano con il ritorno ai minimi di marzo, se non sotto. Wall Street si affaccia ora su giugno con nel carniere un rialzo dell’indice S&P 500 del 4,5% messo a segno proprio nel mese in cui avrebbe dovuto scendere. Il Dow Jones ha seguito con un +4,2% mentre Russell 2000 e Nasdaq hanno portato a casa rispettivamente il 6,9% e il 6,7%. Dall’inizio del rally partito il 23 marzo, lo S&P 500 ha recuperate 700 punti, o il 31%, risalendo quasi per intero la caduta del 35% in sole 21 sedute causata dall’impatto del virus e dal conseguente blocco dell’economia. Ma la notizia è un’altra. Fino a qualche settimana fa Wall Street disegnava una netta ‘V’ mentre Main Street era ferma su una figura a ‘U’, vale a dire andamento piatto dopo la caduta per prepararsi a risalire solo verso fine 2020. Ora anche l’economia reale americana si sta preparando a una risalita ripida quanto la discesa.

SEGNI SEMPRE PIÙ NUMEROSI DI UN RAPIDO RIMBALZO

Ancora mancano i dati ufficiali di PIL e occupazione, ma i segni di un rapido rimbalzo sono sempre più numerosi. A maggio la fiducia dei consumatori USA ha tenuto sopra i minimi di 6 anni toccati ad aprile con l’indice a 86,6 da 85,7, più vicino ai massimi di ottobre 2018 di 137,9 che ai minimi di 25,3 di febbraio 2009, al culmine della Grande Crisi. Ad aprile i redditi personali degli americani sono aumentati del 10,5% grazie ai sussidi governativi, anche se la maggior disponibilità non si è ancora tradotta in consumi. Intanto gli indici manifatturieri delle Fed di Dallas e di Richmond sono rimbalzati nettamente a maggio su aprile, mentre le richieste di sussidi di disoccupazione rallentano, con la media mobile a 4 settimane scesa a 2,6 milioni da 3 milioni. E le vendite di nuove abitazioni sempre a aprile hanno battuto nettamente le attese con un rialzo a sorpresa, anche se contenuto a +0,6%, mentre le stime sui prezzi immobiliari puntano a un +4% a consuntivo del 2020.

INDIZI DAL FRONTE POLITICO, IN VISTA UN TERZO TRIMESTRE FORTE

Ma gli indizi più interessanti vengono dal fronte della campagna per le presidenziali del 3 novembre. Qualche giorno fa il sito Politico.com, non schierato e molto seguito soprattutto per i suoi scoop, ha scoperto che la principale preoccupazione dello schieramento democratico è un’economia in ripartenza verticale nel terzo trimestre, che potrebbe trasformarsi in un’autostrada per la rielezione di Trump. Per Jason Furman, economista di spicco nell’amministrazione Obama che ora insegna a Harvard, più che un timore è una certezza: “Stiamo per assistere alla miglior serie di dati economici dell’intera storia del nostro Paese”, lo cita tra virgolette Politico. Furman si aspetta un vero e proprio ‘balzo avanti’ dell’economia in estate, che disegnerà una ‘V’. Dal fronte avverso gli fa eco Larry Kudlow, capo dei consiglieri economici della Casa Bianca, secondo cui il terzo trimestre segnerà il miglior numero del PIL da quando viene misurato. Un’attesa confermata dall’Ufficio di Bilancio del Congresso, che in un’analisi punta a una crescita del 21,5% tra luglio e settembre. Praticamente il trimestre in corso sarà il peggiore di sempre, ma quello successivo il migliore della storia.

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BIDEN AVANTI NEI SONDAGGI, MA IN ECONOMIA TRUMP LO BATTE ANCORA

Ovviamente, in termini assoluti alla vigilia del voto l’economia Usa non sarebbe ancora in piena salute, magari con una disoccupazione ancora intorno al 10%. Ma per Trump potersi ‘vendere’ tra luglio e ottobre la creazione di milioni di posti di lavoro al mese sarebbe un bel tema elettorale da cavalcare. Anche perché, se è vero che il probabile sfidante democratico Joe Biden è avanti nei sondaggi rispetto a Trump, per quanto riguarda esclusivamente la gestione dell’economia il giudizio resta a favore del presidente in carica. E questo preoccupa non poco il fronte Dem: se Trump continua a battere Biden in economia nel mezzo di una crisi drammatica, con i disoccupati che si contano a decine di milioni, figuriamoci cosa farebbe con numeri che un mese dopo l’altro registrano una ripresa a ‘V’! Oltretutto con Wall Street che corre.

BOTTOM LINE

Per l’investitore il messaggio è che il Toro ha ripreso il comando delle operazioni a Wall Street, mentre il resto del mondo resta indietro ma potrebbe tentare l’aggancio, a cominciare dall’Europa. Anche perché prima o poi la Borsa di New York dovrà tirare il fiato, magari tra un paio di mesi quando gli americani torneranno alla normalità delle vacanze estive. Ma a questo punto un arretramento di qualche punto percentuale dell’azionario non sarebbe un segnale di allarme, ma una bella opportunità per entrare in un mercato che sembra abbia ancora strada da fare.