Dopo l'arresto del 'corvo' parla il Papa: Vento scuote casa di Dio

Città del Vaticano, 26 mag. (LaPresse) - "Nella società attuale viviamo una situazione per certi versi precaria, caratterizzata dalla insicurezza e dalla frammentarietà delle scelte. Mancano spesso validi punti di riferimento a cui ispirare la propria esistenza. Diventa, pertanto, sempre più importante costruire l'edificio della vita e il complesso delle relazioni sociali sulla roccia stabile della Parola di Dio, lasciandosi guidare dal Magistero della Chiesa". E' quanto ha detto papa Benedetto XVI nel suo discorso in piazza San Pietro per il 40esimo anniversario di movimento Rinnovamento dello Spirito. "Si comprende - ha aggiunto il Santo Padre - sempre più il valore determinante dell'affermazione di Gesù: 'Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia'".

Le sue parole sembrano essere una risposta allo scandalo che in questi giorni sta travolgendo il Vaticano. Proprio ieri, infatti, si è diffusa la notizia dell'arresto del suo maggiordomo, Paolo Gabriele, con l'accusa di aver diffuso documenti riservati. Oggi la conferma del nome. "Il signor Paolo Gabriele, rimane tuttora in stato di detenzione", si legge in una nota diffusa dal direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. "Si è conclusa la prima fase di 'istruttoria sommaria' - spiega ancora la sala stampa vaticana - sotto la direzione del promotore di giustizia, Nicola Picardi, e si è avviata la fase di 'istruttoria formale' condotta dal giudice istruttore, Piero Antonio Bonnet. L'imputato ha nominato due avvocati di sua fiducia abilitati ad agire presso il Tribunale vaticano, e ha avuto la possibilità di incontrarli. Essi potranno assisterlo nelle successive fasi del procedimento. Egli gode di tutte le garanzie giuridiche previste dai codici penale e di procedura penale in vigore nello Stato della Città del Vaticano. La fase istruttoria proseguirà fino a che non sia acquisito un quadro adeguato della situazione oggetto di indagine, dopodiché il giudice istruttore procederà al proscioglimento o al rinvio a giudizio".

Un insospettabile, stimato da molti. "Vuole così bene al Papa che non lo tradirebbe mai", ha raccontato, su 'La Stampa', il confessore di Grabriele. "Conosco Paolo da tanti anni e se fossero dimostrate le accuse a suo carico - aggiunge il prete - davvero d'ora in avanti non ci sarebbe da fidarsi più di nessuno. Lo ricordo ancora, ormai parecchi anni fa, quando con il grembiule nero nel pomeriggio passava per gli uffici della Segreteria di Stato a pulire i pavimenti". Uno dolore anche per il confessore, che chiede l'anonimato. "L'ho seguito spiritualmente - racconta ancora - e posso testimoniare di aver sempre trovato una persona innamorata della Chiesa, e molto devoto al Papa, prima a Giovanni Paolo II e ora a Benedetto XVI. Per me è davvero incomprensibile ciò che sta succedendo perché Paolo era stimato da tutti in Vaticano, non ho mai sentito qualcuno parlar male di lui o raccontare un pettegolezzo che lo riguardasse, un caso piuttosto raro nel nostro ambiente dove capita spesso di ascoltare maldicenze".

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