Dopo le critiche del numero uno di Confindustria tiene banco la proposta fiscale del centrodestra

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

La flat tax incrementale è la proposta di Giorgia Meloni per creare un nuovo rapporto fra il cittadino ed il fisco. E nel replicare a Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, che sul tema era stato molto critico, il senatore di Fratelli d’Italia e responsabile del programma elettorale del partito, Giovanbattista Fazzolari ha spiegato: “Il programma del centrodestra sulla flat tax è ben preciso”.

La flat tax incrementale della Meloni

“Noi prevediamo, così come faremo, una flat tax sul reddito incrementale e di portare a 100mila la flat tax per gli autonomi dalle attuali 65 mila. Questo è quello che c’è scritto nel programma, non c’è scritto di più e sicuramente con la prima legge di bilancio non ci sarà di più”. Ma che significa? La flat tax incrementale era una proposta di FdI estesa a tutto il centrodestra non senza qualche mal di pancia, dato che Matteo Salvini la voleva al 15% e Silvio Berlusconi al 23.

Le differenze con oggi e con gli altri

E ci sono differenze? Certo: la flat tax supera il metodo proporzionale proporzionale a 4 scaglioni Irpef e prevede un calcolo sul reddito imponibile in maniera fissa e non progressiva. Oggi c’è già e si applica soltanto alle Partite Iva che possono rientrare nel regime forfettario al 15%  se i ricavi sono inferiori ai 65 mila euro, mentre quella proposta da Fratelli d’Italia prevede di alzare il tetto dei 65 mila euro a 100 mila. FdI cita una “flat tax su incremento di reddito rispetto alle annualità precedenti, con la prospettiva di ulteriore ampliamento per famiglie e imprese”.