Dopo l'Italia altri 8 paesi chiedono il tampone ai vaccinati

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(Photo: Mario Tama via Getty Images)
(Photo: Mario Tama via Getty Images)

Malgrado le polemiche della scorsa settimana, l’Italia fa scuola in materia di gestione della pandemia nell’Unione Europea. Da martedì scorso, quando il governo Draghi ha deciso a sorpresa di imporre tamponi anche ai vaccinati in arrivo in Italia da altri paesi europei suscitando malumori a Bruxelles, sono ormai ben otto gli Stati membri che hanno deciso di adottare la stessa misura. L’elenco con cui la Commissione Europea tiene il conto dei cambiamenti adottati dalle capitali sulle restrizioni ai viaggi nell’Unione si allunga ogni giorno di più. E così ora, oltre a Italia, Portogallo (prima a introdurlo) e Grecia, anche Austria, Svezia, Irlanda, Lettonia, Cipro chiedono il risultato negativo di un test anti-covid ai vaccinati in arrivo da altri Stati membri dell’Unione. Stessa misura anche per la vicina Svizzera, che non fa parte dell’Ue.

L’Italia fa scuola anche sul Green pass. La durata del ‘certificato covid’, inizialmente fissata a 12 mesi, è stata argomento di dibattito tra i leader nazionali alle prese con la quarta ondata e la diffusione della variante omicron. Molti gli Stati scettici sulla necessità di accorciare la scadenza del Green pass, soprattutto quelli più indietro con la somministrazione della terza dose di vaccino. Roma invece ha sempre proposto di portarla a 9 mesi, in tutti i tavoli di discussione. E oggi la Commissione Europea ha stabilito che il certificato di vaccinazione avrà “un periodo di accettazione di 9 mesi, o 270 giorni, a scopi di viaggio all’interno dell’Ue”.

Accolta dunque la proposta italiana. Nella cabina di regia che il premier Mario Draghi riunisce il 23 dicembre è possibile che il governo porti la durata del Green pass a meno di 9 mesi per l’uso interno nazionale, si apprende da fonti dell’esecutivo. Per i viaggi resterà a 9 mesi, misura per l’appunto decisa a Bruxelles nel pacchetto sulle “nuove regole collegate al certificato Covid digitale Ue”, che tra le altre cose riconosce anche i certificati Covid emessi da Montenegro, Thailandia, Taiwan, Tunisia e Uruguay: da oggi sono equivalenti ai certificati Ue digitali, o Green Pass. “Finora nell’Ue sono stati emessi 807 milioni di certificati”, recita una nota della Commissione, “ad oggi 60 paesi e territori in cinque continenti hanno aderito al sistema”.

La Commissione Ue cerca di difendere il Green pass, ‘gioiello’ europeo per la libera circolazione nell’Ue in tempi di covid. Ma omicron lo sta offuscando. Israele, per dire, ha inserito l’Italia, il Belgio, la Germania, il Portogallo, l’Ungheria nell’elenco dei paesi dove i cittadini israeliani non potranno recarsi a partire dalla mezzanotte di oggi. In ‘lista rossa’ ci sono anche gli Stati Uniti, il Marocco, il Canada, la Svizzera e la Turchia.

Ma l’intervento di Bruxelles oggi è anche un tentativo di armonizzare le decisioni nazionali in un coordinamento europeo che però stenta a materializzarsi, tanto che il governo di Roma ha preso la decisione sui tamponi in solitaria, appunto. Si ‘arrende’ anche la direttrice dell’Ema, Emer Cook. “Siamo tutti preoccupati per gli incontri con le nostre famiglie”, durante le feste di Natale, dice, “ma non c’è un unico rimedio che si può proporre, ogni paese tiene conto della sua situazione specifica, quindi la raccomandazione per tutti è di seguire le indicazioni delle autorità nazionali e locali”.

E nuove misure nazionali dovrebbe adottare la Germania oggi. Il nuovo cancelliere Olaf Scholz riunisce i governatori dei Land. Le ipotesi allo studio sono: il divieto dei festeggiamenti di capodanno in discoteca e nei night club, pubblico limitato agli eventi sportivi, massimo dieci persone a tavola. Ma il Robert Koch Institute, il centro tedesco di prevenzione delle malattie infettive, chiede che i ristoranti vengano chiusi. La Commissione tedesca sui vaccini (Stiko) raccomanda di somministrare la terza dose del vaccino a tre mesi dalla seconda, invece dei precedenti sei.

Il tutto a fronte di contagi che in realtà stanno calando: 23.428 nuovi contagi nelle ultime 24 ore, una settimana fa erano 30.823. Ma omicron fa paura. Sempre il Robert Koch Institute considera “molto alto” il rischio di infezione con la nuova variante per le persone non vaccinate, “alto” per chi è guarito dal covid e per i vaccinati con immunizzazione di base, “moderato” per persone vaccinate con il booster. L’allerta è alta per un “possibile improvviso aumento dei casi e sovraccarico per le strutture sanitarie”. E gli effetti della diffusione della nuova variante si vedono bene nelle previsioni economiche. L’Istituto per la macroeconomia e la ricerca sul ciclo economico di Duesseldorf (Imk) corregge al ribasso le previsioni di crescita della Germania nel 2022: dal 5,1 al 4,5 per cento. Cala ancora la fiducia dei consumatori tedeschi. Secondo l’indice GfK, il ‘sentiment’ dei consumatori scende a -6,8 punti per il mese di gennaio; la previsione di giugno per gennaio era pari a -2,5 punti.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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