## Dopo Russia, opera Dynys su "guerre lontane" a Campione d'Italia

Cgi

Mosca, 18 dic. (askanews) - Conflitti e convivenza, ma soprattutto una dichiarazione d'amore per i Paesi colpiti dalla guerra. Dalle suggestive architetture del Museo di Archangelskoe, fuori Mosca l'istallazione di Chiara Dynys "Please don't cry" approda alla chiesa barocca di San Zenone, sede della galleria civica di Campione d'Italia. L'opera, che ha rappresentato il nostro Paese alla VII Biennale d'Arte di Mosca, curata da Yuko Hasegawa, presenta sfere di cristallo collocate su alti piedistalli, che contengono le sagome dorate dei principali Stati attualmente in guerra. La stessa Dynys spiega ad Askanews che si tratta di "dieci sfere di vetro, che ci raccontano attraverso le mappe in foglia d'oro dei 10 stati in guerra, la tragicità, la drammaticità della situazione, per ciascuna nazione".

Dalle sfere luminose parte un raggio che colpisce il soffitto dello spazio, disegnando forme diverse all'interno degli aloni luminescenti. Frammenti dorati brillano all'interno delle sfere, ma questo senso di ricchezza e di raccoglimento presto contrasta col messaggio che l'artista vuole farci pervenire. Come afferma il critico Giorgio Verzotti, tra i critici d'arte più importanti in Italia, "sotto le spoglie di una bellezza avvincente (...) Chiara Dynys ci ricorda che esiste la realtà con le sue tragiche contraddizioni".

Il titolo in inglese rimanda all'ormai celebre frase pronunciata da Federico Fellini all'atto di ricevere l'Oscar alla carriera: rivolto alla moglie commossa in platea il grande regista disse "Giulietta please stop crying!". Queste parole risuonano come una dichiarazione d'amore per quei Paesi la cui situazione politica e sociale risulta in disequilibrio e dissesto. In molti di essi l'artista ha vissuto e lavorato. Per noi possono valere come incitamento: inutile piangere, meglio agire per migliorare le cose.

Dynys è considerata fra gli gli artisti italiani più più rappresentativi e mportanti. La mostra, nata da un'idea di Renata Knes e curata da Verzotti, sarà visitabile fino al 21 Gennaio 2018.