"Dormo vicino alle macerie di Genova dove è sepolto mio figlio. Voglio esserci quando lo trovano"

Huffington Post

Manca solo lui all'appello dei dispersi. Solo il corpo di Mirko Vicini, giovane 30 enne, in servizio all'isola ecologia cell'Amiu, la Municipalizzata dei rifiuti, dove si raccoglie e si smaltisce tutto quello che non va a finire nei cassonetti. L'ultima delle vittime del crollo del Ponte Morandi a Genova. Sua madre, disperata, lo sa: sa che sotto le macerie c'è quel figlio adorato e dal momento del crollo (è stata la prima ad accorrere perché abita poco distante) non si è più mossa dal luogo della tragedia.

Racconta il Corriere della Sera:

"Io da qui non me ne vado finché non lo trovano", ha giurato lei a tutti quanti appena la polveriera del Morandi si è diradata mostrando ai suoi occhi immagini che pochi minuti dopo hanno fatto il giro del mondo.

E infatti è ancora lì. Dove ha trascorso tutte le notti in attesa di veder riemergere suo figlio.

"Non voglio andare a casa, voglio aspettare qui, voglio esserci quando lo troveranno". E per accontentarla, i dirigenti dell'Amiu le prime sere le hanno messo a disposizione una stanza della palazzina che è la stessa in cui ci sono gli spogliatoi, dove suo figlio passava a cambiarsi prima di prendere servizio. I Vigili del Fuoco le hanno donato una brandina e Paola si è accampata lì.


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