Dottoressa aggredita, Fnomceo: serve piano Marshall per il Sud

Cro/Ska

Roma, 22 ago. (askanews) - "La Professione medica continua a pagare un prezzo altissimo per le gravissime carenze strutturali dei presidi e per la carenza di medici: pochi giorni dopo l'aggressione di Palermo, siamo costretti a registrare oggi un episodio di violenza verbale a Cerignola (Bari), che ha causato un malore al medico che ne è stato vittima, e il brutale 'pestaggio' della collega del San Giovanni Bosco di Napoli". E' sempre più amareggiato il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, di fronte alla nuova aggressione avvenuta all'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, dove una dottoressa del Pronto Soccorso è stata minacciata di morte e presa a calci e pugni dalla parente di un paziente che stava per visitare.

"Serve sicuramente una legge che aumenti le pene e che introduca, per le aggressioni agli operatori sanitari, la procedibilità d'ufficio, oltre a rendere le sedi più sicure anche con la previsione di presidi di Polizia - continua Anelli -. Ma occorre anche risolvere le disuguaglianze di salute e di organizzazione dei sistemi sanitari che espongono maggiormente al malcontento degli utenti e alla violenza i colleghi che operano nel Sud Italia. È necessario ripensare il principio del 'costo storico' in sanità come base per le previsioni di bilancio, controllando invece periodicamente la necessità delle spese e adeguandovi i relativi finanziamenti. È tempo di rivedere tutte queste norme, e di varare un Piano Marshall per colmare le disuguaglianze tra i cittadini e rendere così finalmente applicabili i principi stabiliti dalla Carta Costituzionale".

"Per alzare l'attenzione su questa emergenza sanitaria e sociale, il 6 settembre l'Esecutivo Fnomceo sarà a Napoli, e visiterà gli ospedali che sono stati in questi mesi scenario di aggressioni - conclude Anelli -. Il 13 il Comitato Centrale sarà poi a Bari, per celebrare la Giornata contro la violenza agli operatori sanitari, insieme ai vertici della Federazione degli Ordini delle Professioni infermieristiche e a rappresentati delle istituzioni".