Dove si trova il "Castello del Gigante"

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Emilia-Romagna, provincia di Bologna: qui sorge un maniero neogotico edificato nella metà del Trecento per volere di un Conte e Condottiero di Ventura. Egli fece erigere una torre d’avvistamento, ovvero la struttura che dà il nome al castello e la sua parte più antica.

Storia e leggenda

Si narra che, ormai stanco delle numerose battaglie, il Conte si fosse ritirato a vita privata con la consorte. Nello stesso periodo aveva commissionato la torre, che la moglie chiamò con il nome del Condottiero in onore delle imprese portate a termine. Il marito decise quindi di farne costruire un’altra, più piccola, tra le merlature della prima: la dedicò all’amata per ricambiare il romantico gesto.

Dopo i 122 scalini della costruzione principale ci si poteva affacciare a un balconcino da cui ammirare il panorama e i monti, per poi continuare a salire. La seconda torre si estendeva in altezza per altri 37 gradini.

Nel 1500 il nuovo proprietario decise di costruire una villa attorno alla famosa torre, per stabilire lì la sua dimora estiva. La struttura fu poi ampliata nel corso dei secoli fino a raggiungere le attuali dimensioni. Fu solo nella seconda metà dell’Ottocento che il castello medievale fu rimaneggiato nello stile neogotico che è possibile ammirare ora.

Infine, a inizio anni Duemila un ricercatore e studioso americano trasformò il castello nella sede di un’associazione culturale: venivano organizzati eventi, mostre d’arte e serate di lettura con musica classica e jazz. Purtroppo il terribile terremoto del 2012 ha danneggiato notevolmente il castello, portandolo alla chiusura forzata per calamità. L’associazione, dopo nove anni di attività, è stata costretta a cambiare sede.

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I lavori di ristrutturazione sono ancora in corso nonostante il progetto prevedesse un piano di sei anni: dopo alcune interruzioni, l’operazione si è bruscamente bloccata a causa dell’emergenza sanitaria mondiale. Alcuni soffitti sono crollati, le crepe e il deterioramento avanzano: col passare degli anni la situazione peggiora, anche se le foto continuano a far emergere il fascino di questo luogo abbandonato.

L’urbex

L’esplorazione urbana, o più comunemente “urbex”, è un fenomeno nato nel XVIII secolo che consiste nella visita a rovine e luoghi abbandonati. Quest’attività ha ottenuto un’eco notevole con i media, e grazie alle fotografie scattate possiamo ammirare l’effetto del tempo su edifici splendidi come il Castello del Gigante.

Diverse persone si sono avventurate nel castello in rovina, entrando in un varco d’accesso laterale creato dai crolli. Grazie alle testimonianze degli esploratori urbani è possibile ammirare le fotografie che testimoniano una bellezza da reggia: soffitti blu, affreschi, arredamento sfarzoso.

Il pezzo forte resta la cosiddetta “statua del gigante“, un’opera in cartapesta resinata che in passato era esposta all’Accademia di Belle Arti di Bologna: ora penzola appesa al soffitto tramite fili metallici e domina i cumuli di macerie. Le sue dimensioni imponenti e le fattezze grottesche rendono ancora più caratteristico questo luogo mozzafiato.

Purtroppo a seguito del terremoto è rimasta nel castello e rischia di subire l’incuria del tempo come il resto della struttura.

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