Doveva aprire il locale a Codogno proprio il giorno del lockdown. Una storia

Manuela D'Alessandro
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AGI - Codogno ha chiuso tutto il giorno prima che Severdzan Kuburi, 38 anni, in Italia da 23, realizzasse il sogno della sua vita, quello per cui da quando aveva 17 anni riempiva il salvadanaio di risparmi e consumava le mani di fatica. “Era tutto pronto – racconta all'AGI – ci avevo messo ogni mia forza perché il ristorante ‘Pascià' fosse al massimo del suo splendore per l'inaugurazione ma ho dovuto rimandare di 4 mesi e ora, dopo una breve apertura, siamo di nuovo chiusi”. Questa giovane donna con sei figli però non ha smarrito né allegria né speranza.

Nel frattempo, Severdzan aiuta a portare avanti l'attività del marito egiziano Ahmed, mai chiusa nemmeno durante il lockdown, del negozio di telefonia nella piazza davanti al Comune. “Sfortunata io? No, la cosa principale è che stiamo tutti bene. Poi in questo periodo di pausa ho speso tutti i risparmi che mi restavano per modificare e rendere ancora più bello il ristorante. Ci sto mettendo tutto il cuore".

Il suo è un progetto ambizioso: "Voglio che sia il primo ristorante di Codogno a misura di bambino, oltre a garantire carne fresca alla brace tutti i giorni, mai nulla di surgelato. La mia idea è di mettere a disposizione tavoli piccoli e uno spazio per i bimbi. Nella vita ho fatto di tutto, dalla lavapiatti a mille lavori umili, per arrivare ad aprire questo posto. Sono ottimista, penso a una grande festa di inaugurazione, piena di bambini”.