Dovrà certificare condizioni inderogabili: vaccinazione, tampone da 48 ore o guarigione dal covid

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Mario Draghi in diretta da Palazzo Chigi
Mario Draghi in diretta da Palazzo Chigi

Pass per lo spostamento tra regioni: sapere cos’è, come funziona e soprattutto chi può ottenerlo sarà il must dei prossimi mesi, un must legato alla necessità di mettere a segno una mossa cruciale. Quale? Quella che in vista dell’estate e della stagione turistica metta prosieguo della campagna di vaccinazione e ripresa dell’economia su un piano operativo comune. Al “pass” ha fatto cenno il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa. Dal mese di maggio sarà libera la circolazione tra le aree in zona gialla, mentre per le regioni in zona arancione o rossa invece sarà necessario avere il certificato, cioè il “pass” in questione.

Pass per lo spostamento tra regioni: tre condizioni

In buona sostanza per muoversi tra le regioni che si trovano invece in fasce diverse bisognerà avere un certificato. E quel documento dovrà certificare inderogabilmente una di queste tre cose: che ci si è sottoposti al vaccino, che si è fatto un tampone nelle 48 ore precedenti o che si è avuto il covid e si è guariti. In buona sostanza il pass in questione è basato sul modello europeo del ‘green pass’, il famoso “passaporto vaccinale” che già In Campania ad esempio aveva trovato attuazione.

Qual è l’obiettivo del certificato

E l’obiettivo è chiaro e fa il paio con la nuova strategia del governo a fronte del calo dei contagi ma della pericolosità affatto scemata del virus: permettere un sistema di riaperture e di ritorno alla normalità anche nelle zone e nelle regioni dove magari (si spera di no e si spera che in tal senso si operi) ancora il virus potrà tornare ad attecchire in maniera rilevante nei prossimi mesi. Tutto questo a traino della notizia con cui il premier, un po’ “a sorpresa”, ha annunciato il ritorno alla zona gialla dal 26 aprile, con ristoranti aperti all’aperto a pranzo e a cena (fino alle 22).