“Downton Abbey 2” al cinema. L’intervista al regista e al cast

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Roma (askanews) – La famiglia Crawley torna al cinema dal 28 aprile, naturalmente insieme alla fedele servitù, con “Downton Abbey 2: una nuova era”. Sul grande schermo ritroviamo nuovi attori ma soprattutto l’amatissimo cast che comprende, fra gli altri, Hugh Bonneville, Elizabeth McGovern, Michelle Dockery e la grande Maggie Smith. Ed è proprio la Contessa di Grantham a dare il là a questa avventura, quando informa la sua famiglia di aver appena ereditato una villa nel sud della Francia.

Siamo nel 1928 e la contessa madre vuole lasciare quella proprietà a Sybbie, la figlia di Lady Sybil e Tom Branson, che si è appena risposato. Intanto Lord Grantham riceve una telefonata: un regista vuole ambientare il suo prossimo film muto a Downton Abbey, dove arriverà la diva interpretata da Laura Haddock.

Il film, scritto come la serie da Julian Fellowes, è diretto questa volta da Simon Curtis. A proposito del grande seguito che hanno le avventure della famiglia Crawley, il regista dice: “Gli anni Venti del Novecento certo non erano perfetti, non possiamo dire che c’era un mondo perfetto, ma ci sono elementi della vita di quei tempi che ci mancano molto oggi. E’ interessante perché questi personaggi hanno perso alcune persone a causa dell’epidemia di Spagnola, sono sopravvissuti ad una pandemia e questo anche dice qualcosa al pubblico di oggi”.

Elizabeth McGovern spiega: “Siamo in un periodo in cui le cose cambiano così rapidamente, con la tecnologia, i computer, il wi-fi, i cellulari.

E può essere una risposta a questo, la gente ha un disperato bisogno di risentire quel benessere tornando indietro, di ritrovare le cose come erano, per trovare forse un equilibrio”.

Anche l’interprete di Mr. Molesley, Kevin Doyle, e la bellissima Lady Mary-Michelle Dockery pensano che “Downton Abbey” offra un’occasione per immergersi in un mondo quasi ideale. “Credo che molte persone direbbero che rappresenta un ritorno a una vita più semplice, specialmente oggi, con tutto quello che sta succedendo nel mondo. Sembra un posto bello dove stare, dove la gente è amata e rispettata. Forse è questo”. “Sì, credo che per la gente sia confortevole tornare ad un’epoca che era così diversa da oggi”.

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