Dpcm, Cei: in zone rosse favorire uso del digitale per catechesi

Cro/Ska
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Roma, 6 nov. (askanews) - La Conferenza episcopale italiana "consiglia una consapevole prudenza" nell'attività pastorale, invitando in particolare ad evitare nelle zone rosse "momenti in presenza". Dopo l'ultimo Dpcm i vescovi sottolineano che, per quanto riguarda le messe, non vi è nessun cambiamento: chi si reca ad una celebrazione in zona rossa deve portare un'autocertificazione. Il provvedimento, come noto, divide l'Italia in tre aree - gialla, arancione e rossa - a seconda del livello di rischio. L'inserimento di una Regione in una delle tre fasce di criticità, ha spiegato il Presidente del Consiglio, avverrà con ordinanza del Ministro della Salute che recepisce l'esito del monitoraggio periodico effettuato congiuntamente con i rappresentanti delle Regioni. Circa le celebrazioni, spiega il Direttore dell'Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana, Vincenzo Corrado, rispondendo alle richieste di chiarimento dei giornalisti, il testo precisa nuovamente che "l'accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro" (art. 1 comma 9 lettera p). Come già nei precedenti DPCM viene chiarito che le celebrazioni con la partecipazione del popolo si svolgono nel rispetto del protocollo sottoscritto dal Governo e dalla Conferenza Episcopale Italiana, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico (articolo 1 comma 9 lettera q). Nessun cambiamento, dunque. Nelle zone rosse, per partecipare a una celebrazione o recarsi in un luogo di culto, deve essere compilata l'autocertificazione. Circa la catechesi e lo svolgimento delle attività pastorali, alla luce delle indicazioni del DPCM, la Segreteria Generale della CEI consiglia una consapevole prudenza; raccomanda l'applicazione dei protocolli indicati dalle autorità e una particolare attenzione a non disperdere la cura verso la persona e le relazioni, con il coinvolgimento delle famiglie, anche attraverso l'uso del digitale. Già l'Ufficio catechistico nazionale con il documento "Ripartiamo insieme" aveva suggerito alcune piste operative. In particolare, per le zone rosse, la Segreteria Generale invita a evitare momenti in presenza favorendo, con creatività, modalità d'incontro già sperimentate nei mesi precedenti e ponendo la dovuta attenzione alle varie fasce di età.