Dpcm, cosa ha detto Conte al Senato

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"Nonostante i tanti passi in avanti fatti non potevamo e non dovevamo considerarci un porto sicuro mentre a nostri confini contagio si moltiplicava". Lo dice il premier Giuseppe Conte in Senato riferendo in aula sull'ultimo Dpcm. "Siamo consapevoli che chiediamo ancora volta sacrifici e rinunce a cittadini".

"La correttezza" delle scelte operate fin qui "che rivendico come una disciplina, è confermata dai dati economici di quest'anno più confortanti delle attese. La nostra economia ha un'elevata resilienza. La contrazione del Pil è più contenuta rispetto ad altri partner europei".

Capitolo scuola: "Le attività scolastiche continueranno in presenza, non possiamo permetterci che uno degli assi portanti del paese possa subire ulteriori compromissioni e sacrifici. Non possiamo lasciare i nostri ragazzi" senza la possibilità di relazioni interpersonali, scandisce il presidente del Consiglio.

"Bisogna sforzarci tutti a limitare il contagio, limitare gli spostamenti non necessari: se faremo questi sacrifici eviteremo interventi più gravosi, tanto più rigoroso sarà il rispetto delle prescrizioni tanto più sarà possibile contenere la seconda ondata con minor sacrificio per il paese. Sono fiducioso che avremo la serenità e impegno necessaria per superare" anche questa fase.

"Abbiamo fugato le preoccupazioni comprensibili espresse dai sindaci, i quali temevano di non poter disporre di forze di polizia adeguate per predisporre le chiusure" previste dal dpcm per evitare gli assembramenti.