Draghi accelera: terza dose per gli over 40 da lunedì

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05/11/2021 Roma, conferenza stampa sulla prosecuzione della campagna vaccinale. Nella foto il commissario straordinario per l'emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo e il Ministro della Salute Roberto Speranza (Photo: Vincenzo LivieriPool / AGF)
05/11/2021 Roma, conferenza stampa sulla prosecuzione della campagna vaccinale. Nella foto il commissario straordinario per l'emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo e il Ministro della Salute Roberto Speranza (Photo: Vincenzo LivieriPool / AGF)

Le Regioni chiedono di discutere del lockdown dei non vaccinati, il governo risponde con un’accelerazione sulla campagna vaccinale. Una giornata lunga e convulsa, iniziata di buon mattino. Un incontro urgente, per discutere subito, e non più in là, il da farsi se la curva del contagio non dovesse rallentare. È la richiesta unanime che è uscita dalla Conferenza delle Regioni, riunitasi prima di pranzo per fare il punto della situazione. L’accelerazione è stata impressa dal presidente Massimiliano Fedriga, che si è fatto carico di avanzare la necessità di “un’urgentissima riflessione sulla tenuta delle regole attualmente vigenti che furono adottate in assenza dell’attuale percentuale di vaccinati e dello strumento della certificazione verde”. L’obiettivo è comune: esentare i vaccinati con doppia dose (o con il richiamo della terza) da tutte o dalla gran parte delle restrizioni che scatterebbero allorché i territori entrassero in zona arancione o rossa, e, conseguentemente, permettere a quegli esercizi che dovrebbero chiudere - tra cui bar e ristoranti - di rimanere aperti.

L’incontro, presenti anche Mario Draghi e Roberto Speranza, dovrebbe tenersi all’inizio della prossima settimana, ma non è escluso che possa essere anticipato al weekend. Da Palazzo Chigi e dal ministero della Salute si continua a fare professione di calma, si spiega che la situazione viene attentamente monitorata e che non bisogna prendere decisioni affrettate. Il focus è sulla campagna di vaccinazione, tra prime dosi che si spera entro fine dell’anno possano arrivare a interessare poco meno del 90% della popolazione e le terze dosi sulle quali è in corso un’accelerazione.

In una circolare diramata in serata, quasi una risposta diretta al pressing dei governatori, il commissario all’emergenza Francesco Figliuolo ha messo nero su bianco che le Regioni potranno “anticipare al prossimo 22 novembre l’avvio della somministrazione della dose booster in favore di soggetti di età compresa tra i 40 e i 59 anni”, inizialmente prevista dal primo dicembre. Ecco la risposta sulla strada maestra scelta da Draghi per far fronte all’aumento dei contagi, almeno nel breve periodo. La prossima settimana inoltre in Consiglio dei ministri verranno introdotte due nuove misure: l’obbligo di terza dose per tutto il personale sanitario e la riduzione della validità del green pass da dodici a nove mesi. Per il resto c’è tempo.

Ma “nessun ulteriore provvedimento è escluso dal tavolo” spiegano da Palazzo Chigi, dove si continua a fare professione di pragmatismo. E lo dicono apertamente anche i vice di Speranza, Costa e Sileri, che a partire dalla zona arancione un meccanismo premiale per i vaccinati e che consenta di non chiudere le attività potrà essere messo in campo. “Studiamo”, spiegano dall’entourage del premier, con la consapevolezza di doversi muovere con i piedi di piombo per costruire un sistema di regole che regga di fronte al dettato costituzionale.

A Roma arrivano gli echi di quello che succede in Austria, dove in alcune regioni scatterà un nuovo lockdown, e soprattutto in Germania, dove ci si avvia a una stretta che consentirà ai soli guariti e vaccinati di accedere agli spazi pubblici. “Ma al momento la situazione è imparagonabile”, spiegano dal governo, segnalando che a Vienna i contagi sono di un terzo superiori ai nostri con meno di un sesto della popolazione, e che in Germania si sia arrivati addirittura a quota 65mila. Certo, per il secondo giorno nella Penisola si contano più di 10mila nuovi positivi, e la tendenza non è delle migliori, “ma è presto per arrivare a misure simili anche da noi”.

C’è tuttavia un contesto politico di cui tener conto, che è in forte fibrillazione. Dario Franceschini, seguendo Enrico Letta, si è detto favorevole a misure premiali per i vaccinati in caso di nuove chiusure, Luigi Di Maio ha confermato la linea del Movimento, per cui l’argomento non è sul tavolo. Matteo Salvini morde il freno di fronte alle richieste dei suoi stessi governatori che lo trovano sulla barricata opposta, ma lancia segnali in Parlamento. Al Senato il governo è andato sotto su due emendamenti sul cosidetto decreto Capienze per il voto incrociato del centrodestra e di Italia viva, con il contributo dei voti proprio dello stesso Salvini e della ministra del Carroccio Erika Stefani.

Saranno importanti domani i dati elaborati come ogni venerdì dalla Cabina di regia, e su quelli si potranno iniziare a fare alcuni ragionamenti. Il Friuli Venezia Giulia e Bolzano dovrebbero rimanere ancora una settimana in zona bianca, la gialla potrebbe scattare da fine mese, un focus si è acceso anche sulla situazione di Marche e Veneto, ma anche in quel caso uno slittamento di fascia non sembra imminente. “I numeri ci dicono che il 90 terapie intensive sono occupate da non vaccinati - rilancia Giovanni Toti - È quindi, in primis, una questione di protezione delle persone, oltre che della ripartenza dell’economia e di una pressione ospedaliera”. Il governo per il momento si muove con cautela: priorità alla campagna vaccinale, nessun allarmismo. Ma la linea pragmatica scelta da Draghi non esclude nulla: si farà il necessario per salvaguardare salute ed economia del paese.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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