Draghi al Senato per la fiducia, crisi di governo in diretta

(Adnkronos) - Il premier Mario Draghi al Senato oggi per la fiducia in una giornata cruciale per la crisi di governo. Dopo le parole del presidente del Consiglio, giornata di interventi a Palazzo Madama. Intanto, fibrillazione tra i partiti: cosa succede in Lega, Forza Italia, Pd e M5S.

12.40- "Ricapitoliamo le dichiarazioni del Messia. Il reddito di cittadinanza verrà modificato come dico io e soltanto io. Sempre più armi in Ucraina perché per la Nato conta più della Costituzione. Salario minimo ok ma seguendo gli ordini europei e lavorando a braccetto con i sindacati che non vogliono minimamente perdere parte del potere che ancora gli resta. Sì ai rigassificatori perché dobbiamo comprare sempre più gas Usa (costa di più ed è più inquinante ma tanto mica lo paga lui). Superbonus? Come direbbe Mimmo in Bianco Rosso e Verdone 'Nonna, nonna m'hanno fatto un buono. Che vor dì, vor dì che...?' (Lascio a voi la risposta). E dopo tutto questo c'è davvero qualcuno con il fegato di votargli la fiducia?". Lo chiede, con un post su Facebook, l'ex deputato M5S Alessandro Di Battista.

12.37 - “Dopo aver ascoltato il Premier Draghi nel suo discorso al Senato, mi chiedo, ancora più convinta, come possano alcune forze parlamentari, anche solo pensare, di sottrarre al paese una simile personalità”, così su Twitter l’eurodeputata del Pd Alessandra Moretti.

12.35 - Lega in fibrillazione dopo le parole di Draghi al Senato. "Vediamo ora che succede", ha detto ai suoi Matteo Salvini, prima di andare a Villa Grande, per il nuovo vertice con gli alleati del centrodestra di governo, a partire da Silvio Berlusconi. Salvini, raccontano alcuni dei presenti all'AdnKronos avrebbe mostrato disappunto per le parole di Draghi, da molti lette come un attacco al partito.

12.30 - Dopo le comunicazioni del premier Mario Draghi, in discussione generale al Senato parlerà, per il M5S, solo Ettore Licheri. In un primo momento erano previsti anche gli interventi dell'ex capo politico Vito Crimi e di Susy Matrisciano, poi si è deciso di far intervenire solo Licheri.

12.29 - ''Tira una brutta aria'', dice a mezza bocca un big del centrodestra di governo dopo aver sentito l'intervento di Mario Draghi al Senato. Non a caso, Silvio Berlusconi ha convocato per le 13 a 'Villa Grande' un nuovo vertice con Matteo Salvini Lorenzo Cesa e Maurizio Lupi dopo quello notturno finito intorno alla una.

Sul tavolo: le comunicazioni fiduciarie di 'Super Mario', che saranno passate ai raggi x. Non pochi i passaggi, raccontano, che avrebbero scontentato Fi e Lega. Draghi non ha risparmiato nessuno, si lascia scappare un parlamentare azzurro di lungo corso, che vede la trattativa un po' in salita a questo punto.

12.28 - Proseguono al Senato gli incontri di Giuseppe Conte. Il leader del M5S si trova negli uffici pentastellati, dove ha seguito l'intervento in Aula del premier Mario Draghi, e sta incontrando diversi parlamentari, insieme ai capigruppo 5 Stelle di Montecitorio e Palazzo Madama, Davide Crippa e Mariolina Castellone. Agli incontri partecipano anche i membri della delegazione governativa del Movimento e i vicepresidenti grillini. "E' in corso un confronto sulle comunicazioni di Draghi", si limitano a spiegare fonti M5S.

12.19 - Il discorso di Draghi? "Ci sono delle aperture però le valuteremo nelle prossime ore". Così Mario Turco, in una pausa delle riunioni dei 5 Stelle, in corso a Palazzo Madama, alle quali stanno partecipando anche Giuseppe Conte e il capogruppo alla Camera Davide Crippa. Rischio di nuovi addii di senatori in caso di no alla fiducia? "Accetteremo le decisioni di ogni parlamentare", afferma uno dei vicepresidenti M5S, ai microfoni de ilfattoquotidiano.it, aggiungendo: "Perderemmo la faccia in caso di sì alla fiducia (come ha sostenuto Renzi, ndr)? Noi abbiamo sempre seguito con coerenza la nostra azione politica e continueremo a farlo e non rinunceremo a farlo e mai rinunceremo alla nostra identità e alla nostra coerenza", conclude Turco.

12.08 - I leader del centrodestra di governo si vedranno all'ora di pranzo, alle 13, a 'Villa Grande' da Silvio Berlusconi per fare il punto dopo le comunicazioni fiduciarie di Mario Draghi al Senato.

11.55 - Una riunione che avrebbe visto nuovamente il leader, Matteo Salvini "in fase di ascolto". Come le ultime con i suoi parlamentari e ministri degli scorsi giorni. A palazzo Madama sono stati i senatori e i ministri della Lega a aggiornare il leader, in vista del possibile voto di fiducia dopo le parole del premier Draghi in Aula. Poi la decisione di tornare a Villa Grande, per un nuovo vertice con Silvio Berlusconi.

11.52 - "Rinnovare il patto di fiducia al governo Draghi per dare risposte alle nostre comunità, a chi ogni giorno sente il peso delle ingiustizie sociali, cerca un lavoro, si affida alla sanità pubblica, confida in una giustizia più rapida. Un passo importante per il bene del paese". Lo ha scritto su Twitter Graziano Delrio, deputato del Partito Democratico.

11.50 - "Un grandissimo discorso, tosto e perentorio, senza alcuna concessione ai populismi. Un discorso di verità sullo stato del Paese, sulle sue debolezze e sulle sue potenzialità. Draghi ha messo la politica davanti alle sue responsabilità. Noi siamo con lui, senza se e senza ma". Lo scrive su Twitter Carlo Calenda, leader di Azione.

11.44 - Finita l’assemblea con parlamentari, ministri e sottosegretari della Lega. "Totale sintonia dei presenti e compattezza col segretario Matteo Salvini". Lo rende noto la Lega.

11.43 - "Io mi aspetto che lei resti, anzi dirò di più: io penso che lei abbia il dovere di restare perché il Parlamento non l'ha mai sfiduciata. Io faccio parte di un megagruppo parlamentare che ha condiviso e condivide le sue parole, il programma, anche nella sua durezza, che io invece interpreto semplicemente come chiarezza. Se noi lo approviamo, poi, cari colleghi ci dobbiamo fare carico di questo programma, non è possibile che, poi, tra una settimana, ricomincia il tira e molla. Spero che questa consapevolezza ci sia, perché la posta in gioco per il Paese è davvero alta". Lo ha detto la senatrice di più Europa, Emma Bonino, intervenendo a palazzo Madama sulle comunicazioni del presidente del Consiglio, Mario Draghi.

11.39 - “Draghi ha fatto un discorso per dire se mi date la fiducia arriviamo alla fine, Iv Pd e Di Maio ci stanno, Forza Italia e Lega si stanno riunendo e vedremo, i Cinquestelle lasciano il tempo che trovano. Da qui a stasera si fa chiarezza, il teatrino è finito, se qualcuno vuole andare a elezioni lo dice in Parlamento e non su Twitter o al Papeete". Così Matteo Renzi intervenendo allo speciale di Enrico Mentana su la 7.

"La situazione è seria, per me ci vuole Draghi. Giovedì scorso ho detto che bisognava aumentare la pressione per far restare il presidente del Consiglio, la nostra petizione ha raccolto più di centomila firme, l’onda civica è partita ci sono stati gli appelli dei sindaci e della società civile, sono stati questi appelli che lo hanno portato in Parlamento, Draghi ha rilanciato i suoi punti e adesso si va al varo. Se il patto si fa regge e si va al 2023".

11.36 - "Siamo qua per un'assunzione di responsabilità che è individuale e collettiva. Non c'è nessun segnale che aspettiamo ma noi dobbiamo rispondere alla domanda cruciale dell'intervento del presidente del Consiglio: siamo disponibili a dire, mancano alcuni mesi alla fine della legislatura e noi vogliamo che in questi mesi il Governo possa governare per rispondere ai problemi degli italiani?" Lo ha affermato Pier Ferdinando Casini, nel suo intervento al Senato, dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, Mario Draghi.

11.34 - "Consigliamo ai politici europei di cercare le cause delle loro crisi interne nei loro errori e nella mancanza di professionalità, le cui conseguenze sociali ed economiche sono sempre più avvertite dai cittadini comuni dei Paesi dell'Ue", ha sostenuto Zakharova.

Secondo la portavoce, Di Maio continua a cercare le cause esterne dei problemi politici interni dell'Italia. "Noi stessi siamo sbalorditi dalla potenza della diplomazia russa, stando a quanto suggeriscono i media italiani. Si scopre che i nostri ambasciatori possono cambiare i governi con un paio di chiamate", ha sottolineato.

11.30 - "Draghi arriva in Parlamento e di fatto pretende pieni poteri, sostenendo che glielo hanno chiesto gli italiani. Ma in una democrazia la volontà popolare si esprime solo con il voto, non sulle piattaforme grilline o con gli appelli del Pd. Sono le autocrazie che rivendicano di rappresentare il popolo senza bisogno di far votare i cittadini, non le democrazie occidentali. Fratelli d’Italia non intende assecondare questa pericolosa deriva. Decidano gli italiani del proprio futuro, non questo Parlamento delegittimato e impaurito. Elezioni subito". Lo scrive Giorgia Meloni sui social.

11.28 - "Ho letto l'intervista della collega Marianna Madia su Repubblica e la trovo molto convincente". Così il senatore Pd Andrea Marcucci su twitter commenta l'intervista in cui la deputata dichiara la distanza culturale con il M5S, che ha provocato la presa di distanza della segreteria dem.

11.27 - "Parole chiare, nette, senza nessuna retorica da parte di Mario Draghi. L'evidenza dei risultati raggiunti da questo governo, fortemente voluto da noi, difeso dagli italiani, contro i chiacchiericci pretestuosi dei populisti. Ora vedremo cosa avranno il coraggio di dire e fare loro". Lo scrive sui social il presidente di Iv, Ettore Rosato.

11.14 - Al via la discussione generale in Senato, dopo le comunicazioni di Mario Draghi sulla crisi di governo. Ad aprire la seduta il presidente Elisabetta Casellati, che ha fatto sapere che le eventuali risoluzioni devono essere presentate entro la fine della discussione generale, che avrà la durata di 5 ore e trenta. Ora sono iniziate gli interventi, una quarantina, prima delle dichiarazioni di voto.

11.07 - "Il discorso del presidente Draghi è stato ineccepibile, concreto, lungimirante. Adesso non ci sono più scuse: chi non vota la fiducia al governo volta le spalle agli italiani. Adesso non servono giochini, ma occorre agire con grande senso delle istituzioni". Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, commentando le parole del premier Mario Draghi in Aula al Senato.

11.03 - “Dal primo istante abbiamo detto che avremmo votato la fiducia a Mario Draghi, oggi dopo aver sentito il discorso del premier la voteremo orgogliosamente! Il progetto di modernizzazione dell’Italia tracciato dal Presidente del Consiglio si contrappone in modo netto alla fuga dalla responsabilità del dibattito politico di queste ore. Il Governo vada avanti deciso, il nostro compito invece è quello di lavorare per cambiare la politica e ridare al Paese progetti e una classe dirigente all’altezza. Ricreazione finita: governare vuol dire decidere e fare per l'Italia e gli italiani! Noi ci siamo”. Lo scrive su Facebook il presidente della Liguria e di Italia al Centro, Giovanni Toti.

11.02 - "Questo sistema è arrivato al punto che un presidente del Consiglio non è più libero nemmeno di dare le dimissioni". Lo ha detto al Tg3 il senatore di Fratelli d'Italia Ignazio La Russa, commentando a caldo il discorso del presidente del consiglio Mario Draghi al Senato. "Sono riusciti, con la forza di questo sistema, a costringerlo a fare marcia indietro - spiega - farà marcia indietro lui, che voleva, e tutti sanno, vuole, dimettersi, faranno marcia indietro alcuni partiti che dicevano: 'mai più', e invece staranno ancora accucciati". I toni di Draghi? "Sono toni: 'così è se vi piace, se non vi piace fatti vostri'. Una sorta di dito nell'occhio ma con garbo", risponde La Russa.

11.01 - 'Dipende da cosa deciderà il Movimento...''. Davide Crippa viene intercettato al ristorante di Montecitorio dopo un breve e a tratti animato colloquio con il presidente della Camera Roberto Fico, durato circa cinque minuti. Il presidente dei deputati M5S risponde così quando gli chiedono se sarà lui domani, in aula alla Camera, a fare le dichiarazioni di voto sulle comunicazioni fiduciaria di Mario Draghi. Crippa dribbla la domanda sui temi al centro del vis a vis con Fico. Poi, interpellato su cosa deciderà di fare il Movimento Crippa taglia corto: ''Vediamo quale sarà la posizione di Conte''.

11 - C'è attesa per la reazione di Giuseppe Conte alle parole del premier Mario Draghi. Il leader M5S ha seguito l'intervento del presidente del Consiglio negli uffici pentastellati a Palazzo Madama e in questo momento è riunito con i suoi fedelissimi.

10.59 - “Sono ammirato da Draghi, ha fatto il discorso giusto, ha detto quello che serve, non una fiducia di facciata. Ora ciascuno si assuma la responsabilità. Basta a questo assurdo giochino e alla fiction. Ora la palla e’ nelle mani dei partiti”, ha aggiunto io leader di Iv.

10.54 - Lega in stand-by, dopo il discorso di Mario Draghi. Non è passato inosservato il non-applauso dei salviniani al termine dell'intervento del presidente del Consiglio. Nessuno dei senatori del Carroccio vuole per ora esprimersi. "Lasciamo parlare il leader", taglia corto un esponenti di governo leghista a chi chiede lumi sulla valutazione del discorso del premier, appena terminato. Nel frattempo, anche per evitare uscite in ordine sparso, Matteo Salvini ha convocato una riunione lampo al Senato. Con lui senatori, ministri e sottosegretari.

10.49 - Colloquio a Montecitorio tra il presidente della Camera Roberto Fico e Davide Crippa, presidente dei deputati cinquestelle. L'incontro, durato circa cinque minuti, si è tenuto dopo la consegna del discorso da parte del premier Mario Draghi in Aula sulle sue comunicazioni fiduciarie.

10.47 - "Lo scorso anno l’economia è cresciuta del 6,6% e il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo è sceso di 4,5 punti percentuali. La stesura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato a larghissima maggioranza da questo Parlamento, ha avviato un percorso di riforme e investimenti che non ha precedenti nella storia recente. Le riforme della giustizia, della concorrenza, del fisco, degli appalti – oltre alla corposa agenda di semplificazioni – sono un passo in avanti essenziale per modernizzare l’Italia. A oggi, tutti gli obbiettivi dei primi due semestri del PNRR sono stati raggiunti. Abbiamo già ricevuto dalla Commissione Europea 45,9 miliardi di euro, a cui si aggiungeranno nelle prossime settimane ulteriori 21 miliardi – per un totale di quasi 67 miliardi". Così il premier Mario Draghi, nelle comunicazioni al Senato sulla fiducia.

10.46 "Oggi c'è qualche giornale che vuole indicarmi, essendo membro del direttivo Camera, come componente pronto a lasciare il M5S se non vota la fiducia. Siamo seri, siamo in questa crisi di governo per aver chiesto e non ottenuto la risoluzione dei problemi dei cittadini. Il M5s resta una comunità ed ogni decisione verrà presa di comune accordo". Lo dichiara una nota il deputato del M5S Luigi Gallo. "Lo farò oggi - sottolinea Gallo - ma lo facevo anche prima quando mostravo apertamente il profondo dissenso con la leadership di Luigi Di Maio e su cui, rispetto a come sono andate le cose, forse un pizzico di ragione l'avevo".

10.45 - "Un grandissimo intervento del Presidente del Consiglio. Autorevolezza ed orgoglio nazionale. Sono fiero di Draghi". Così il senatore Pd Andrea Marcucci dopo l'intervento in Senato di Mario Draghi.

10.40 - Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha consegnato alla Camera il testo delle comunicazioni rese al Senato in vista del dibattito previsto per domani. "Ringrazio le onorevoli deputate e gli onorevoli deputati per il contributo che daranno", ha affermato il premier in una breve dichiarazione in Aula.

10.39 - M5S freddo dopo il discorso di Mario Draghi al Senato. Al termine delle comunicazioni del presidente del Consiglio molti senatori pentastellati sfilano nella Sala Garibaldi di Palazzo Madama senza rilasciare dichiarazioni. Qualcuno però non cela le proprie perplessità: "Il discorso di Draghi? Molto generico", dice all'Adnkronos Mario Coltorti, presidente della Commissione Trasporti. La capogruppo Mariolina Castellone si trincera dietro un no comment: "Parleremo dopo". Qualche parlamentare si sfoga: "Avevamo chiesto impegni più precisi...".

10.34 - "L’Italia deve continuare a ridisegnare la sua politica energetica, come fatto in questi mesi. Il Vertice di questa settimana ad Algeri conferma la nostra assoluta determinazione a diversificare i fornitori, spingere in modo convinto sull’energia rinnovabile. Per farlo, c’è bisogno delle necessarie infrastrutture". Così il premier Mario Draghi in Senato. "Dobbiamo accelerare l’istallazione dei rigassificatori – a Piombino e a Ravenna. Non è possibile affermare di volere la sicurezza energetica degli italiani e poi, allo stesso tempo, protestare contro queste infrastrutture".

"Si tratta di impianti sicuri, essenziali per il nostro fabbisogno energetico, per la tenuta del nostro tessuto produttivo. In particolare, dobbiamo ultimare l’istallazione del rigassificatore di Piombino entro la prossima primavera. È una questione di sicurezza nazionale".

10.33 - "Dobbiamo continuare a sostenere l’Ucraina in ogni modo, come questo Parlamento ha impegnato il Governo a fare con una risoluzione parlamentare". Così il premier Mario Draghi in Senato. "Come mi ha ripetuto ieri al telefono il Presidente Zelensky, armare l’Ucraina è il solo modo per permettere agli ucraini di difendersi. Allo stesso tempo, occorre continuare a impegnarci per cercare soluzioni negoziali, a partire dalla crisi del grano. E dobbiamo aumentare gli sforzi per combattere le interferenze da parte della Russia e delle altre autocrazie nella nostra politica, nella nostra società".

10.32 - "Dobbiamo continuare a batterci per ottenere un tetto al prezzo del gas russo, che beneficerebbe tutti, e per la riforma del mercato elettrico, che può cominciare da quello domestico anche prima di accordi europei. Queste misure sono essenziali per difendere il potere d’acquisto delle famiglie, per tutelare i livelli di produzione delle imprese. In Europa si discuterà presto anche della riforma delle regole di bilancio e di difesa comune, del superamento del principio dell’unanimità. In tutti questi campi, l’Italia ha molto da dire – con credibilità, spirito costruttivo, e senza alcuna subalternità".

10.31 - "Il reddito di cittadinanza è una misura importante per ridurre la povertà, ma può essere migliorato per favorire chi ha più bisogno e ridurre gli effetti negativi sul mercato del lavoro". Così il premier Mario Draghi, nelle comunicazioni al Senato.

10.30 - "C’è bisogno di una riforma delle pensioni che garantisca meccanismi di flessibilità in uscita in un impianto sostenibile, ancorato al sistema contributivo". Così il premier Mario Draghi, nelle comunicazioni al Senato.

10.24 - Brusii in Aula quando Draghi chiede, al termine del suo intervento ai partiti "siete pronti", aggiungendo di essere lì percéè gli italiani lo chiedono. Interviene il presidente Elisabetta Casellati, che invita al silenzio, ricordando a chi 'replica' al premier che ci saranno "cinque ore e mezzo di discussione a disposizione nel pomeriggio". Nel frattempo Draghi finisce il suo intervento, sommerso dagli applausi dell'Aula.

10.22 - "Se eravamo già in questi giorni convinti di rinnovare la fiducia al governo Draghi siamo ancora più convinti di farlo dopo averlo ascoltato". Così Enrico Letta su twitter.

10.20 - "Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è un’occasione unica per migliorare la nostra crescita di lungo periodo, creare opportunità per i giovani e le donne, sanare le diseguaglianze a partire da quelle tra Nord e Sud. Entro la fine di quest’anno, dobbiamo raggiungere 55 obiettivi, che ci permetteranno di ricevere una nuova rata da 19 miliardi di euro", ha detto ancora il premier Mario Draghi in Senato.

10.17 - "Questa domanda di stabilità impone a noi tutti di decidere se sia possibile ricreare le condizioni con cui il Governo può davvero governare. È questo il cuore della nostra discussione di oggi. È questo il senso dell’impegno su cui dobbiamo confrontarci davanti ai cittadini". Così i premier Mario Draghi in Senato.

10.16 - "La mobilitazione di questi giorni da parte di cittadini, associazioni, territori a favore della prosecuzione del Governo è senza precedenti e impossibile da ignorare". Così il premier Mario Draghi in Senato. "Ha coinvolto il terzo settore, la scuola e l’università, il mondo dell’economia, delle professioni e dell’imprenditoria, lo sport. Si tratta di un sostegno immeritato, ma per il quale sono enormemente grato. Il secondo è quello del personale sanitario, gli eroi della pandemia, verso cui la nostra gratitudine collettiva è immensa".

10.14 - In aula al Senato, si è alzata qualche contestazione dai banchi di Fratelli d'Italia e dalla tribuna degli ospiti, al riferimento del presidente Mario Draghi all'appello dei 2000 sindaci italiani.

10.12 - "Come ho detto in Consiglio dei Ministri, il voto di giovedì scorso ha certificato la fine del patto di fiducia che ha tenuto insieme questa maggioranza. Non votare la fiducia a un governo di cui si fa parte è un gesto politico chiaro, che ha un significato evidente. Non è possibile ignorarlo, perché equivarrebbe a ignorare il Parlamento. Non è possibile contenerlo, perché vorrebbe dire che chiunque può ripeterlo. Non è possibile minimizzarlo, perché viene dopo mesi di strappi ed ultimatum". Così il premier Mario Draghi nelle comunicazioni al Senato, dove ha rimarcato che "l’unica strada, se vogliamo ancora restare insieme, è ricostruire da capo questo patto, con coraggio, altruismo, credibilità".

10.08 - Standing ovation con applausi quando Mario Draghi ricorda Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, con riferimento al rischio di infiltrazioni mafiose sui fondi del Pnrr. Ad alzarsi in piedi tutti i senatori in Aula.

10.06 - "Il merito di questi risultati è stato vostro - della vostra disponibilità a mettere da parte le differenze e lavorare per il bene del Paese, con pari dignità, nel rispetto reciproco". Così il premier Mario Draghi in Senato. "La vostra è stata la migliore risposta all’appello dello scorso febbraio del Presidente della Repubblica e alla richiesta di serietà, al bisogno di protezione, alle preoccupazioni per il futuro che arrivano dai cittadini".

10.05 - "L'unica strada è ricostruire daccapo questo patto" di fiducia che teneva insieme la maggioranza, "con coraggio, altruismo e credibilità: a chiederlo sono soprattutto gli italiani". Così il premier Mario Draghi, nelle comunicazioni al Senato in cui ha fatto riferimento alle "manifestazioni senza precedenti" per il proseguo del governo che ci sono state in questi giorni "e che è impossibile ignorare". Ne ha citate "due in particolare", quella di "2.000 sindaci abituati a confrontarsi quotidianamente con i problemi del territorio" e quella degli "eroi della pandemia".

10.02 - Un lungo applauso dell'Aula compatta, da destra a sinistra, ha accolto le parole di Mario Draghi che ha detto di essersi sentito orgoglioso di essere italiano. Il premier si è interrotto, guardando verso i banchi dei senatori, che continuavano ad applaudire. Sono rimasti silenti solo i senatori del M5S.

10 - Piccolo contrattempo al Senato. Parla Draghi, ma qualcosa non va nei microfoni: "Mi pare che non funzioni", dice il premier appena prende la parola, poi tutto si sistema: "Ora va meglio", dice il premier, iniziando finalmente il suo discorso.

9.58 - "Grazie alle misure di contenimento sanitario, alla campagna di vaccinazione, ai provvedimenti di sostegno economico a famiglie e imprese, siamo riusciti a superare la fase più acuta della pandemia, a dare slancio alla ripresa economica". Così il premier Mario Draghi in Senato.

"La spinta agli investimenti e la protezione dei redditi delle famiglie ci ha consentito di uscire più rapidamente di altri Paesi dalla recessione provocata dalla pandemia. Lo scorso anno l’economia è cresciuta del 6,6% e il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo è sceso di 4,5 punti percentuali".

9.57 - "In questi mesi, l’unità nazionale è stata la miglior garanzia della legittimità democratica di questo esecutivo e della sua efficacia. Ritengo che un Presidente del Consiglio che non si è mai presentato davanti agli elettori debba avere in Parlamento il sostegno più ampio possibile". Così il premier Mario Draghi nelle comunicazioni al Senato.

"Lo scorso febbraio - ha ricordato il presidente del Consiglio - il Presidente della Repubblica mi affidò l’incarico di formare un governo per affrontare le tre emergenze che l’Italia aveva davanti: pandemica, economica, sociale. 'Un governo – furono queste le sue parole – di alto profilo, che non debba identificarsi con alcuna formula politica. Un Governo che faccia fronte con tempestività alle gravi emergenze non rinviabili'. Tutti i principali partiti – con una sola eccezione – decisero di rispondere positivamente a quell’appello. Nel discorso di insediamento che tenni in quest’aula, feci esplicitamente riferimento allo 'spirito repubblicano' del Governo, che si sarebbe poggiato sul presupposto dell’unità nazionale".

9.56 - "Grazie alle misure di contenimento sanitario, alla campagna di vaccinazione, ai provvedimenti di sostegno economico a famiglie e imprese, siamo riusciti a superare la fase più acuta della pandemia, a dare slancio alla ripresa economica". Così il premier Mario Draghi in Senato.

"La spinta agli investimenti e la protezione dei redditi delle famiglie ci ha consentito di uscire più rapidamente di altri Paesi dalla recessione provocata dalla pandemia. Lo scorso anno l’economia è cresciuta del 6,6% e il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo è sceso di 4,5 punti percentuali".

9.55 - Governo compatto attorno a Mario Draghi, sui banchi del Senato. Accanto al premier Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e alla sinistra il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Davanti a loro, Mariastella Gelmini, ministra per gli affari regionali, il sottosegretario Roberto Garofoli e il ministro per i rapporti con il parlamento, Federico D'Incà.

9.53 - "Giovedì scorso ho rassegnato le dimissioni nella mani del Presidente della Repubblica, questa decisione è seguita al venir meno della maggioranza di unità nazionale che ha appoggiato il governo fin dalla sua nascita. Il presidente della Repubblica ha respinto le dimissioni e mi ha chiesto di informare il Parlamento di quanto accaduto, una scelta che ho condiviso" e che "mi permette di spiegare a voi a agli italiani la decisione di una scelta tanto sofferta quanto dovuta". Così il premier Mario Draghi nelle comunicazioni al Senato.

9.46 - "Queste le 9 proposte del Movimento 5 Stelle per le quali oggi saremmo disposti a votare la fiducia al Governo. Draghi ci ascolti: le inserisca nel prossimo decreto di luglio, per il bene dei cittadini e del patto elettorale che abbiamo, tutti, nei loro confronti". Lo scrive su Twitter Roberta Lombardi, assessora M5S alla Transizione ecologica in Regione Lazio.

9.45 - "Sentiamo cosa dice Draghi, poi ci riuniremo. E prenderemo una decisione". Lo ha detto il senatore del MoVimento 5 Stelle Andrea Cioffi arrivando a Palazzo Madama, a proposito della fiducia che il M5s potrebbe dare o non dare al governo Draghi.

9.44 - Il premier Mario Draghi è arrivato al Senato, in leggero ritardo, per le comunicazioni sulla fiducia. Ai cronisti che lo attendevano a Palazzo Madama, ha rivolto un sorriso accompagnato da un "buongiorno". Al suo fianco, la portavoce Paola Ansuini.

9.41 - "Fiducia? Ascoltiamo Draghi, poi vedremo", risponde all'Adnkronos il senatore contiano Gianluca Castaldi, intercettato a Palazzo Madama.

9.40 - “Il governo Draghi è soggetto a un accanimento terapuetico con la celebrazione postuma della grandezza del Presidente del Consiglio che, solo fino a qualche mese fa, non veniva considerato adatto per diventare Capo dello Stato. Non lo propose nessuno della sua maggioranza, e fra Sindaci, Governatori, sindacati e associazioni di categoria nessuno spese una parola. Se Draghi è il più grande statista del Secolo, l’equilibratore, lo stabilizzatore, non sarebbe stato più utile nello svolgimento di un ruolo di garanzia nazionale e internazionale andando al Quirinale? Assistiamo a uno scenario imbarazzante. La filosofia dell’uomo solo al comando, che anche oggi si celebra, non è in sintonia con la democrazia. Ci vogliono le elezioni anticipate, criminalizzate da ogni commentatore, nonostante si siano svolte competizioni elettorali ovunque, come in Germania – dichiara il Vicepresidente della Camera, deputato di Fratelli d’Italia, Fabio Rampelli – la pistola fumante della crisi di governo è del PD, che ha “politicizzato” un governo, che nasceva con un mandato preciso su pandemia e gestione Pnrr, tramite leggi in Parlamento come Ddl Zan, cittadinanza facile agli immigrati, legalizzazione droga e perfino l’inceneritore di Roma messo in un decreto. Hanno cercato la rissa e gli è partito un colpo di pistola accidentale”.

9.33 - Al momento Nessun contatto, a quanto apprende l’Adnkronos, tra il premier Mario Draghi e il leader del M5S Giuseppe Conte. Nulla esclude che i due possano sentirsi nel corso della giornata, ma tra ieri sera e questa mattina la telefonata -che molti attendevano in ambienti 5Stelle- non ci sarebbe stata. Fonti vicine al leader pentastellato sostengono che Conte ascolterà il discorso del presidente del Consiglio per sciogliere la riserva sulla fiducia.

9.30 - Il segretario della Lega Matteo Salvini è appena entrato al Senato per le comunicazioni del presidente del consiglio Mario Draghi. Il leader leghista, prima di entrare a palazzo Madama, è rimasto alcuni minuti negli uffici del gruppo della Lega, a piazza San Luigi de' Francesi. "Sicuramente sarà una buona giornata per il paese", ha detto Salvini.

9.29 - Attesa al Senato per il giorno di Draghi. File agli ingressi per gli operatori televisivi e i giornalisti, mentre in tanti attendono l'arrivo del premier a corso Rinascimento. A Palazzo Madama i primi senatori sono già entrati in Aula, mentre il ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà, si intrattiene qualche minuto in buvette, salutando i tanti che gli si avvicinano. I ministri Colao, Brunetta, Cingolani, Cartabia e Giorgetti sono già in Aula. Bocche cucite per ora, mentre Matteo Salvini, tra i più attesi oggi, non è ancora arrivato, ma ha fatto sentire la sua voce in un video, assicurando che "la Lega farà il bene degli italiani".

9.26 - Giuseppe Conte è arrivato al Senato. Il leader 5 Stelle segue dagli uffici del M5S al Senato l'intervento del premier Mario Draghi in Aula.

9.25 - Il gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera è stato convocato a mezzogiorno a Montecitorio. Il presidente dei deputati Paolo Barelli farà il punto della situazione alla luce delle comunicazioni fiduciarie di Mario Draghi al Senato.

9.24 - "Aspettiamo le parole di Draghi, se il premier apre alle nostre proposte difficilmente da noi potrebbe arrivare una risposta non positiva...", risponde il senatore M5S Steni Di Piazza, conversando con l'Adnkronos a Palazzo Madama.

9.23 - C'è grande preoccupazione e la consapevolezza di dover affrontare questa crisi di governo con forte senso di responsabilità, ma anche determinazione a non sostenere un Draghi bis con i cinque stelle di Giuseppe Conte e a non cedere ai giochi della sinistra, tipo quello sullo ius scholae e cannabis. Comunque, tutto dipenderà da quel che dirà oggi in Aula il premier Mario Draghi. Questa, in sintesi, con sfumature diverse, la linea dei leader del centrodestra di governo decisa stanotte nel corso del nuovo vertice a 'Villa Grande' terminato intorno alla una e confermata stamane.

Aspettiamo, vogliamo ascoltare attentamente quel che dice Draghi, dice a mezza bocca un big azzurro presenza fissa nel quartier generale azzurro sull'Appia antica, dove Lega, Fi e centristi di Udc e Noi con l'Italia hanno creato una sorta di 'gabinetto di crisi permanente', che sarà riaggiornato oggi dopo le parole al senato di 'Super Mario'.

9.19 - "Non invidio @matteosalvini per il discorso che dovrà fare al Senato:se sbaglia una sola parola, si assume la responsabilità delle elezioni e consegna Draghi al @pdnetwork come icona se non candidato premier del campo largo". Lo scrive Gianfranco Rotondi su Twitter.

9.15 - "Sentiamo adesso draghi cosa ci dirà. Ma noi siamo una forza responsabile e proprio per questo riteniamo che non si possa andare avanti con i 5 Stelle, i loro ricatti e sceneggiate". Lo ha detto il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri entrando al Senato.

8.48 - "Comunque vada, questa crisi da drammatica sta diventando ridicola, chi eventualmente si incaricherà di staccare la spina sta facendo male i suoi conti. Perché pagherà un prezzo molto alto". Per Giovanni Toti, leader di Italia al Centro e governatore della Liguria sarà questa la cifra politica della giornata. "Questo governo - ricorda intervistato dal Corriere della Sera - era nato per affrontare l'emergenza pandemica, quella economica e il Pnrr. Ora si è aggiunta la guerra e la crisi energetica: può mai esserci un momento peggiore per staccare la spina al governo?". "Comunque finisca, sarà il passaggio per arrivare davvero alla Terza Repubblica: può nascerne un fronte della responsabilità e uno del richiamo della foresta, del populismo, del mero qui e ora", prevede Toti.

8.25 - "Dopo la crisi di governo causata dai grillini, dopo i capricci del M5S e del Pd che ancora ieri parlava di ius soli di ddl Zan e di legge elettorale, oggi in Aula la Lega farà solo quello che serve all'Italia e agli italiani". Così Matteo Salvini, in un video sui social, concludendo con un "vi si vuole bene".

8.09 - "Finché c'è Draghi in un qualsiasi ruolo di primo piano, l'Italia ha il sostegno degli investitori internazionali. E nelle loro teste, se non ce la fa lui a risollevare l'Italia, nessun altro può farlo". Lo afferma in un'intervista a'Repubblica' Davide Serra , cofondatore del fondo Algebris, ricordando che esiste una alternativa a Draghi ma "basta pagare, basta accettare che lo spread sarà più alto, che il debito ci costerà molto di più. Senza Draghi, in questo momento così difficile, è chiaro che saremmo abbandonati a noi stessi. L'ultima cosa che possiamo permetterci in questo frangente è una crisi di governo. E con un debito aggravato dalla pandemia".

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