Draghi alle 10 in Aula: il primo discorso del neo Presidente

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Governo, oggi il voto di fiducia in Senato: il discorso di Draghi
Governo, oggi il voto di fiducia in Senato: il discorso di Draghi

Al via il primo appuntamento parlamentare del governo Draghi, che è giunto nell’Aula del Senato per tenere il suo discorso programmatico e chiedere la fiducia per il suo governo. Prima di dargli la parola, la presidente Casellati ha ricordato Franco Marini, ex presidente di Palazzo Madama (2006-2008) deceduto nei giorni scorsi e invitato i senatori ad un minuto di silenzio. Ha anche augurato a Pierferdinando Casini, che ha contratto il Covid e non potrà essere presente in Aula, i suoi auguri di pronta guarigione.

Il discorso del Premier Draghi

Il primo pensiero che vorrei condividere riguarda la nostra responsabilità nazionale di combattere con ogni mezzo la pandemia e salvaguardare le vite dei nostri concittadini. Una trincea in cui combattiamo tutti insieme. Rivolgo un pensiero a chi lavora nelle attività più colpite e ci impegneremo affinché possano tornare alla normalità delle loro occupazioni. Ci impegnammo a informare i cittadini con sufficiente anticipo per quanto possibile di ogni cambiamento delle regole. Faremo le riforme ma affronteremo anche l’emergenza. Nel ringraziare Mattarella, vorrei dirvi che non vi è mai stato nella mia vita professionale un momento di emozione così intensa e di responsabilità così ampia. Ringrazio anche il Presidente Conte (ndr tra i fischi dei senatori che erano all’opposizione del precedente governo). Un esecutivo come quello che presidierò è il governo del paese che non ha bisogno di alcun aggettivo che lo definisca. Riassume la volontà, il senso di responsabilità delle forze politiche a cui è stata chiesta una rinuncia per il bene di tutti. La crescita di un economia non dipende solo da fattori economici ma anche dalla condivisione di valori e speranze. Si è detto che questo governo è stato reso necessario dal fallimento della politica ma mi sia consentito di non essere d’accordo: nessuno fa un passo indietro rispetto alla propria identità, ma semmai in un nuovo e inconsueto perimetro di collaborazione ne fa uno avanti per rispondere alle necessità del paese.

Nei momenti più difficili della nostra storia l’espressione più alta della politica si è tradotta in scelte coraggiose, perché prima di ogni appartenenza viene il senso della cittadinanza. Il paese ci chiede di non perdere tempo e noi oggi, politici e tecnici, siamo semplicemente tutti cittadini italiani onorati di servire il proprio paesi. La durata dei governi è stata breve in Italia ma ciò no ha impedito di prendere scelte decisive: conta il coraggio delle visioni, non i giorni di tempo. Oggi noi abbiamo la responsabilità di avviare una nuova ricostruzione. Esprimo davanti a voi il desiderio di costruire un futuro migliore orientino le nostre decisioni nella speranza che gli italiani del futuro ci ringrazino per il nostro lavoro e non abbiano di che rimproverarci per il nostro egoismo. Questo governo nasce come protagonista dell’alleanza atlantica nel solco delle grandi democrazie occidentali. Sostenerlo significa condivider l’irreversibilità della scelta dell’Euro e la prospettiva di una UE sempre più integrata che approderà ad un bilancio pubblico comune capace di sostenere i paesi nei periodi di recessione. Gli stati nazionali rimangono in riferimento ma nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa.

Senza l’Italia non c’è l’Europa ma fuori dall’Europa c’è meno Italia. Siamo una grande potenza economica e culturale: mi sono sempre stupito come spesso il giudizio degli altri sul nostro paese sia migliore del nostro. Dobbiamo essere più orgogliosi e più giusti nei confronti del nostro paese e riconoscerne i tanti primati.

Le cifre dell’epidemia (ndr sui numeri dei ricoverati in terapia intensiva si è corretto due volte) hanno messo a dura prova il sistema sanitario nazionale. L’aspettativa di vita è diminuita fino a 4-5 anni nelle zone di maggior contagio, 1,5-2 per tutti. Un calo che non si registrava dai tempi delle guerre mondiali. La diffusione del virus ha comportato gravissime conseguenze anche sull’economia e sulla povertà: i dati della Caritas mostrano che dal 2019 al 2020 l’incidenza dei nuovi poveri è passata dal 31 al 45%. Il nostro sistema di sicurezza sociale è squilibrato e non protegge a sufficienza i cittadini con impieghi a tempo determinato e i lavoratori autonomi. La diffusione del Covid ha provocato ferite profonde nelle nostre comunità anche sul piano culturale ed educativo: i ragazzi hanno avuto il servizio scolastico a distanza che non può non creare disagi ed evidenziare diseguaglianze. A fronte di 1.696.300 studenti, nella prima settimana di febbraio solo 1.00.039 studenti hanno avuto assicurato il servizio attraverso la DAD.

La nostra prima sfida è dunque distribuire rapidamente il vaccino. Dobbiamo mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, dalla Protezione Civile alle forze armate ai volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici: dobbiamo renderli possibili in tutte le strutture disponibili pubbliche e private imparando da paesi che si sono mossi più rapidamente di noi. Dobbiamo ridurre la possibilità che sorgano nuove varianti e riformare la sanità rafforzando quella sanità territoriale e realizzando una forte rete di servizi di base.

Quanto alla scuola, dobbiamo tornare ad un orario normale e fare il possibile per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno soprattutto nel mezzogiorno in cui la DAD ha incontrato maggiori difficoltà. Dobbiamo allineare il calendario alle esigenze dell’esperienza vissuta e far avvenire il ritorno a scuola in sicurezza. Dobbiamo inoltre investire negli istituti tecnici come avviene in Germania e Francia ma anche nella ricerca.

Quando usciremo dalla pandemia che mondo troveremo? Alcuni pensano che la tragedia sia stata simile ad una lunga interruzione di corrente e che prima o poi la luce ritorni, ma alcuni scienziati non ritengono che sia così. Le tragedia naturali sono le risposte della terra al nostro maltrattamento: siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore. Proteggere il futuro dell’ambiente richiede un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, spazio, biodiversità e riscaldamento globale sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le nostre azioni. Il turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive in base alla nostra capacità di preservare ambiente, città d’arte, luoghi e tradizioni.

Uscire dalla pandemia non sarà come accendere la luce. Il governo dovrà proteggere tutti i lavoratori ma sarebbe un errore farlo indifferentemente: la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che dovremo affrontare nei prossimi mesi. Dobbiamo innanzitutto pensare a giovani, donne e lavoratori autonomi che sono state le categorie più colpite. Centrali sono le politiche attive del lavoro e affinché siano operative sarà necessario rafforzare quelle esistenti”.

Governo Draghi: voto di fiducia in Senato

Nel suo primo discorso da primo ministro, l’ex governatore della BCE esporrà le linee guida dell’azione che intende portare avanti. Tanti i temi che toccherà, dal piano vaccinale, al Recovery plan, dagli interventi sul fisco al lavoro e alla scuola. Al di là dei problemi imminenti e contingenti, il neo Premier dovrebbe svolgere anche un’analisi sulle debolezze strutturali dell’Italia che precedevano la pandemia.

Il nuovo esecutivo dovrebbe contare su un’ampia maggioranza e vantare del sostegno di quasi tutte le forze politiche. Al momento gli oppositori dovrebbero infatti essere una quarantina al Senato e circa cinquanta alla Camera, compresi i pentastellati ribelli. Sono infatti diversi gli esponenti del Movimento che continuano a minacciare di votare no al governo e alle 21.30, prima del voto vero e proprio, si terrà un’assemblea dei deputati grillini in cui si stabilità la linea da tenere sul voto di fiducia.

Intanto alla vigilia della votazione è nato l’intergruppo tra le forze che sostenevano l’ex maggioranza del Conte bis e che ora appoggiano il nuovo esecutivo, vale a dire Partito Democratico, M5S e Liberi e Uguali. Alla base dell’iniziativa c’è la volontà di stringere l’alleanza di governo intorno ad un accordo programmatico che rilanci il paese partendo dall’esperienza del precedente esecutivo.