Draghi annuncia la riapertura della scuola e sanzioni per sanitari no vax

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AGI – Più di un'ora di conferenza stampa per illustrare i risultati del Consiglio europeo e l'esito della riunione della cabina di regia per le misure anti-Covid dopo Pasqua. Ieri pomeriggio Mario Draghi ha fatto il punto sulla situazione Covid in Italia e sulle politiche che il nostro Paese e l'Unione europea intende adottare per uscire dall'emergenza sanitaria. Il premier ci tiene a cominciare dalla riapertura delle scuole dopo Pasqua (fino alla prima scuola media anche nelle zone rosse) poi risponde alle domande.

Due sono le novità più importanti. La prima è l'annuncio di un provvedimento per decreto contro il personale sanitario che esita a vaccinarsi. La seconda è appunto la conferma della ripartenza della scuola, fino alla prima media, anche nelle zone rosse. Per il governo “la scuola in presenza un obiettivo primario”, in passato “ci sono state scelte dei governatori sulla chiusure delle scuole che dovranno essere riconsiderate”.

Aprire ulteriormente, riguardo l'istruzione didattica, non è possibile, “aumenterebbe le forme di contagio” perché si andrebbe a gravare sul problema dei trasporti. E non muterà neanche il quadro relativo alle fasce di colori, fino al 30 aprile non ritornerà la zona gialla. E alla Lega che si scaglia contro i ‘rigoristi' e considera “completamente folle dare per scontato fin da ora che le chiusure proseguiranno fino alla fine del mese prossimo” il premier risponde: “Dipenderà dai dati”. E comunque il decreto che il governo si appresta a varare per le misure dopo il 6 aprile “potrà essere cambiato in corsa”, il monitoraggio ci sarà settimana per settimana.

Draghi non chiude agli input che arrivano dal partito di via Bellerio: il ministro Garavaglia dice che si possono prenotare le vacanze: “Sono d'accordo. Se potessi ci andrei...”, risponde. Il premier poi parla del rapporto con le Regioni, spegne le polemiche, parteciperà all'incontro che ci sarà lunedì, dice che i suoi richiami erano per far sì che passasse il criterio della vaccinazione per fasce d'età non per categorie, la risposta dei governatori "è stata positiva”. Spiega che durante la riunione con gli altri ministri non si è parlato della proroga dello stato di emergenza, né della consistenza del prossimo scostamento di bilancio che arriverà contestualmente al Def. 

Un punto importante è ovviamente quello dei vaccini. Si esce dalla pandemia producendone di più, non con la politica dei blocchi che in ogni caso sono diretti verso le case produttrici (“a me pare che alcune società abbiano venduto le dosi 2-3 volte”) non contro i Paesi come il Regno unito. “La cosa più normale da fare – afferma - sarebbe trovare un accordo. Penso che dopo le schermaglie legali si andrà in quella direzione".

Poi la rassicurazione ai cittadini: “Sono ottimista. Gli italiani avranno tutte le dosi”, l'obiettivo del mezzo milione di somministrazioni in aprile “si comincia a vedere con un po' di probabilità. Non ci sarà nessun nuovo modello di distribuzione, “noi e la Germania non siamo d'accordo”, ora si tratta solo di farsi trovare pronti ma “bisogna stare attenti anche a stipulare contratti” con vaccini come lo Sputnik, la domanda ad Ema non è ancora arrivata e non ci sarà un pronunciamento prima di tre o quattro mesi. 

Annuncia che si vaccinerà la prossima settimana con AstraZeneca, che da oggi sarà possibile consultare tutti i numeri delle vaccinazioni sul sito della presidenza del Consiglio, ricorda che l'assegno unico partirà l'1 luglio e sarà di 250 euro al mese con maggiorazione per i disabili, comincia a delineare il post-pandemia che a suo dire non è lontano. "Occorre – osserva – che nella Ue si porti avanti una politica fiscale espansiva”. E si rivolge poi proprio all'Unione europea: sui vaccini “c'è in gioco la vita e morte, bisogna rafforzare il coordinamento europeo" altrimenti "bisogna valutare altre strade".

E sugli eurobond: "Vanno fatti insieme. Ci si arriva quando lo vorranno tutti, io insisto da anni per questa soluzione”. L'apprezzamento più significativo è per il presidente americano Biden che ieri è intervenuto durante il Consiglio Europeo e ha aperto sul tema della web tax: “Ha portato aria fresca nel rapporto tra Usa e Ue", per gli Stati Uniti – ha riferito - la Russia deve smettere di intervenire nei processi degli altri Paesi" mentre “la Cina è un rivale con cui competono, ma la competizione è anche benvoluta ma restano differenze profonde sui diritti umani” mentre per quanto riguarda la Turchia – ha rimarcando riferendo sempre la posizione americana – è stata sottolineata “l'efficacia di molte azioni di politica internazionale” ma anche delle “differenze fondamentali, dei disvalori che non condividiamo”.