Draghi ce la farà? Sulla stampa internazionale dopo le lodi, i dubbi

Red
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Roma, 4 feb. (askanews) - Mario Draghi ce la farà davvero? La domanda circola sulla stampa internazionale, che dopo le lodi e le grandi aspettative, riflette sulla complicata impresa per l'ex presidente della Bce. C'è una sfida a breve termine da affrontare - ottenere la fiducia del Parlamento - e un'altra di più ampio e arduo respiro, ovvero rilanciare il Paese. Insomma, potrà "salvare l'Italia come ha fatto con l'euro?" si interroga da oltremanica The Guardian, sottolineando: "chiamato a guidare il governo italiano in crisi, l'ex banchiere centrale avrà bisogno di tutte le competenze che ha affinato nella sua opera di salvataggio della moneta europea".

In un lungo e dettagliato articolo sul suo sito, anche l'Economist sceglie un titolo con punto interrogativo: "Mario Draghi è chiamato a formare il governo italiano. Ma l'ex banchiere centrale può ottenere il sostegno del parlamento?" L'autorevole rivista economica spiega che "Draghi rischia di trovarsi dipendente dall'appoggio di due partiti, PD e Lega, con idee fondamentalmente diverse su come governare al meglio l'Italia. È un problema che i suoi predecessori tecnocratici hanno conosciuto allo sfinimento e che aiuta a spiegare la brevità dei loro governi. In media sono durati un anno e quattro mesi".

Il Financial Times oggi apre sul "difficile compito" di guidare l'Italia fuori dalla crisi pandemica assunto da Draghi. Il prestigioso quotidiano finanziario rileva a sua volta le insidie dell'incarico e i timori di non riuscire ad ottenere una maggioranza sufficientemente ampia per governare. Oltre alla prima pagina, Ft dedica un articolo di analisi alla complessa missione governativa che si prospetta per "Super Mario in un momento di crisi politica sempre più profonda".

Draghi ha conquistato il plauso internazionale per la sua presidenza della Bce, scrive da Roma Miles Johnson, spiegando che "il compito più immediato per Draghi, che non ha precedenti nella politica elettorale, sarà convogliare il sostegno di un parlamento italiano sospettoso nei confronti di quello che vede come un tentativo del presidente Mattarella di imporre un dominio tecnocratico". Tuttavia, "rispetto ai suoi predecessori tecnocrati Draghi non dovrà far passare misure di austerità, ma la principale sfida è piuttosto quella di fare buon uso" dei miliardi in arrivo dal Recovery Fund.

Secondo il settimanale tedesco Der Spiegel, in passato più volte critico nei confronti dell'allora presidente Bce, "Draghi è considerato un esperto economico e finanziario (..) con un talento per la politica e il coraggio", quindi "una possibile ragione per cui è stato scelto è la mancanza di tempo per elaborare un piano di investimenti. L'Italia dovrà presentarlo alla Commissione Ue a Bruxelles tra poche settimane per ottenere aiuti per miliardi dal fondo di ricostruzione Ue".

Anche il Washington Post si chiede se "Draghi che ha salvato l'euro può davvero salvare l'Italia". L'interrogativo rimanda a quello sulla possibilità di trovare una maggioranza per un governo. "Gli esperti dicono che Draghi come nessuno puà riuscire a mettere assieme le diverse fazioni politiche. Ma anche lui potrebbe non farcela".

A Mosca, invece, il quotidiano governativo Rossijskaya Gazeta racconta "il palese entusiasmo" dei mercati per l'incarico a Draghi, chiamato a giocare il ruolo di "salvatore della patria" in Italia. E sostiene che alla fine il sostegno di una maggioranza parlamentare dipenderà dalla Lega di Matteo Salvini.