Draghi a cerimonia vittime Covid: Stato c'è, vaccinazione è priorità

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Il presidente del Consiglio Draghi a Bergamo, alla cerimonia in memoria delle vittime del Covid-19

ROMA (Reuters) - Lo Stato italiano c'è e andrà avanti nella campagna vaccinale per proteggere il maggior numero di cittadini dal Covid il più velocemente possibile.

Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi a Bergamo dove, insieme con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha reso omaggio alle vittime del Covid proprio nella città lombarda che, insieme con l'area circostante, è stata epicentro della prima ondata del virus oltre un anno fa.

Dall'inizio della pandemia, in Italia sono morte per Covid oltre 103.000 persone.

Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, intervenuto prima di Draghi, aveva sollecitato la definizione di una campagna vaccinale efficace. Proprio oggi si attende che l'Ema, l'agenzia europea del farmaco, si pronunci sui vaccini Astrazeneca, la cui somministrazione è stata sospesa da qualche giorno in Italia e altri paesi europei dopo alcuni casi di trombosi.

"Il governo è impegnato a fare il maggior numero di vaccinazioni nel più breve tempo possibile. Questa è la nostra priorità", ha detto Draghi ricordando che qualunque decisione prenderà oggi l'Ema sul vaccino Astrazeneca "la campagna vaccinale proseguirà con la stessa intensità, con gli stessi obiettivi".

"L’incremento nelle forniture di alcuni vaccini aiuterà a compensare i ritardi da parte di altre case farmaceutiche. Abbiamo già preso decisioni incisive nei confronti delle aziende che non mantengono i patti", ha concluso il premier in un breve intervento.

Mattarella stamani ha promulgato la legge approvata ieri dal Parlamento che istituisce la "Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime dell'epidemia da coronavirus" che verrà celebrata il 18 marzo di ogni anno.

La data è stata scelta perché proprio oggi ricorre il primo anniversario del giorno in cui un convoglio di camion dell'esercito entrò a Bergamo per portare via alcune delle decine di bare che si erano accumulate in chiese e cappelle, una drammatica testimonianza della virulenza del Covid.

(Francesca Piscioneri, in redazione a Milano Sabina Suzzi)