Draghi chiede unità ai partiti come condizione per rimanere

Confidence vote at upper house of parliament in Rome

ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha chiesto unità alla sua larga coalizione come condizione per rimanere alla guida del governo.

"I partiti e voi parlamentari siete pronti a confermare lo sforzo compiuto nei primi mesi (di governo) e che si è poi affievolito?", ha domandato Draghi rivolto all'aula del Senato.

Draghi si è dimesso giovedì dopo che il Movimento 5 Stelle non ha votato la fiducia su un decreto a sostegno delle famiglie colpite dall'aumento dei prezzi dell'energia.

Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha respinto le dimissioni e ha invitato Draghi a spiegare in parlamento le sue considerazioni sulla situazione politica.

"Ritengo che un presidente del Consiglio che non si è mai presentato davanti agli elettori debba avere in parlamento il sostegno più ampio possibile", ha detto Draghi criticando la scarsa unità mostrata dalla coalizione recentemente.

Draghi ha aggiunto che se rimane a palazzo Chigi il suo governo continuerà a sostenere l'Ucraina alla quale bisogna inviare armi per consentire ai suoi cittadini di difendersi.

Il buon andamento dei conti pubblici non richiede uno scostamento di bilancio per gestire le disuguaglianze causate dall'aumento dei prezzi dell'energia e dal ritorno dell'inflazione, ha aggiunto.

Altri obiettivi dell'esecutivo sono approvare il ddl concorrenza prima della pausa estiva, ridurre la generosità dei bonus per l'edilizia e l'installazione del rigassificatore di Piombino entro la prossima primavera.

Allargando lo sguardo oltre i confini, Draghi ha ricordato che l'Italia è la prima beneficiaria dei fondi europei del PNRR e che in mancanza di un loro efficiente utilizzo "sarà impossibile richiedere nuovi strumenti comuni di gestione delle crisi".

La maggior parte dei senatori di Lega e 5-Stelle non ha applaudito al termine del discorso.

Dopo il dibattito sulle comunicazioni del presidente del Consiglio seguiranno le dichiarazioni di voto. Il risultato è atteso per le 1930 di stasera. Domani sarà la volta della Camera.

Nel caso in cui Draghi non riscontrasse l'ampia unità richiesta ai partiti della coalizione e confermasse le sue dimissioni, il presidente della Repubblica convocherebbe probabilmente le elezioni anticipate per i primi di ottobre.

(Giselda Vagnoni, editing Cristina Carlevaro)

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