Draghi come Monti, per il suo governo maggioranza ampia nonostante caos M5s

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 17 feb. (askanews) - Sarà una maggioranza molto ampia quella che approverà la fiducia al governo Draghi in aula al Senato. A parte Fratelli d'Italia, il partito di Giorgia Meloni, tutti i gruppi si sono dichiarati a favore dell'esecutivo guidato dall'ex numero uno della Bce. L'unica incognita è rappresentata dai voti che arriveranno dal Movimento 5 stelle: nel gruppo pentastellato c'è insofferenza verso Draghi dal giorno dell'incarico ma, il lavorio del capo politico Vito Crimi, e la vittoria del sì tra gli iscritti sulla piattaforma Rousseau hanno ridimensionato il numero dei ribelli. Quanti saranno alla fine effettivamente i non allineati si scoprirà solo a tarda sera, al momento della chiama. Per ora i senatori M5s che sono intervenuti durante il dibattito hanno dichiarato il loro sì. Sofferto, non in bianco, condizionato ma comunque sì.

Dunque Draghi potrebbe superare il record della fiducia con 281 sì ottenuta da Mario Monti nel 2011. Il presidente del Consiglio può contare sui 10 senatori di Europeisti-Maie-Centro Democratico, 52 di Fi, 18 di Italia Viva, 63 della Lega, 35 del Pd, 8 Per le Autonomie, 2 di Azione-Più Europa, 3 di Idea-Cambiamo, 5 di Leu, mentre tra i non iscritti quattro sembrano sicuri (Mario Monti, Sandra Lonardo, Lello Ciampolillo) e 6 ex M5s vicini alla destra che potrebbero votare sì. Se a tutti questi numeri si sommassero i 92 M5s si arriverebbe a 297 voti.

Ma come si è detto i calcoli devono tenere conto del fronte ribelle pentastellato: i non allineati potrebbero ridursi a una decina e non è neanche detto che siano tutti no. Molti potrebbero optare per l'astensione. Insomma, la maggioranza sarà amplissima, se proprio si vuole aggiungere un 'brivido' - oltre alla resa dei conti in M5s - può essere la sfida con il record Monti del 2011.