Draghi da Biden, focus su sanzioni a Mosca e aiuti a Kiev

Alberto PIZZOLI / AFP

AGI - Le sanzioni alla Russia, il sostegno a Kiev, il coordinamento tra gli alleati, la sicurezza energetica. Saranno questi alcuni dei temi che il presidente del Consiglio affronterà questa sera alla Casa Bianca con il presidente Joe Biden. Mario Draghi è atteso a Washington per la sua prima visita ufficiale nella capitale Usa. Alle 20 italiane i due presidenti faranno il punto sul conflitto e riaffermeranno anche "le eccellenti relazioni e la solidità del legame transatlantico". Domani Draghi incontrerà la stampa e, quando a Roma saranno le 20,40, vedrà la speaker della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi, e i leader dei Gruppi politici del Congresso.

A seguire all'Atlantic Council riceverà il Distinguished Leadership Award, il riconoscimento come uno dei politici la cui influenza si è fatta sentire di più sul Pianeta nell'ultimo anno. "Di fronte all'invasione russa dell'Ucraina, i valori contenuti nel Manifesto di Ventotene sono più attuali che mai", ha affermato ieri Draghi in un messaggio inviato al Ventotene Europa Festival. Un'occasione "per riflettere sul ruolo dell'Unione Europea e sugli ideali che la animano", ha aggiunto, e "per rinnovare il nostro impegno a favore della libertà, della democrazia, della pace".

L'opinione dei partiti

I partiti guardano con attenzione al viaggio negli Usa del presidente del Consiglio e chiedono un maggiore impegno dell'Europa. Per il segretario del Pd è giunta "l'ora del cessate il fuoco, della tregua, della pace. Sapendo che l'aggressore è uno e uno solo: Putin". Enrico Letta ritiene che "cinque grandi Paesi, Italia, Francia, Germania, Spagna e Polonia debbano muoversi ora, uniti per la pace. Andare prima a Kiev e poi incontrare Putin. Non dobbiamo farci guidare dagli Usa, l'Europa è adulta. Questa guerra è in Europa e l'Europa deve fermarla. Sarebbe sbagliato firmare la pace negli Usa, come fu per l'ex Jugoslavia", sottolinea.

Anche Matteo Renzi spera in "un'iniziativa politica e diplomatica targata Europa. Chi vuole bene all'Europa - ribadisce il fondatore di Italia viva - auspica una grande iniziativa politica e diplomatica per salvare la pace, per salvare il pianeta".

Matteo Salvini ha grandi aspettative per l'incontro tra Biden e Draghi. "Gli ho chiesto di portare negli Stati Uniti la voglia degli italiani di pace. Dopo quasi tre mesi e decine di migliaia di morti - afferma il leader della Lega - non saranno altre armi a fermare la guerra e ad avvicinare la pace. Le dichiarazioni di Zelensky e di Putin dicono che la voglia di dialogare c'è. L'importante è che non ci sia qualcuno altrove che voglia alimentare questa guerra", avverte.

Nel Movimento 5 stelle resta infine la delusione per il mancato confronto in Parlamento da parte di Draghi sulla linea del governo, e Giuseppe Conte spinge affinchè l'Italia non dia il semaforo verde all'invio di armi 'offensive' a Kiev. "Se Biden stanzia 20 miliardi in armi vuol dire che si prepara a una lunga guerra in Ucraina. I suoi obiettivi confliggono con quelli dell'Europa e dell'Italia. Siamo leali alla Nato, ma la Ue deve mirare a un negoziato vero", dice il vicepresidente Riccardo Ricciardi in un'intervista al Fatto Quotidiano.

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