Draghi dice no alla diplomazia dello scontro

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AGI - Ci sono "certamente dei comportamenti  poco coerenti", da parte di alcuni Paesi sul rispetto degli impegni sulla riduzione delle emissioni, e questo rende più difficile il raggiungimento degli obiettivi sulla lotta al cambiamento climatico.

"Ma con la diplomazia dello scontro non si arriva a niente". All'indomani del vertice del G20 che ha raggiunto un difficile compromesso sul clima, Mario Draghi partecipa ai lavori della Cop26 di Glasgow e rilancia l'appello a lavorare assieme perchè "nessun paese può risolvere questo problema da solo". 

"La Cop26 traccia il percorso che dovremo intraprendere tutti insieme per dare risposte a un problema che non possiamo risolvere da soli, i singoli Paesi non possono rispondere a questi problemi da soli. Questa e' la piu' importante iniziativa collettiva diretta a questo fine", dice Draghi. "Mi aspetto che la Cop26 vada oltre gli impegni presi al G20", aggiunge.  

Ma le distanze restano, colossi come Cina, India, Russia, sono decisamente più tiepidi rispetto a un cambio di rotta radicale sul clima.

Comportamente poco coerenti

Rispondendo a una domanda sulle posizione diverse di questi Paesi e in particolare dell'India dopo che il primo ministro indiano Narendra Modi ha annunciato che Nuova Delhi non raggiungera' l'obiettivo emissioni zero prima del 2070, Draghi ha ammesso che "indubbiamente ci sono comportanti poco coerenti e questo indebolisce la posizione dei Paesi virtuosi. Ma certamente non credo si ottenga molto in termini di progresso sul cambiamento climatico, indicando Paesi colpevoli e innocenti. Gli innocenti sono pochissimi e i colpevoli tantissimi", ha detto il premier.

"Non e' facendo pressione su questi Paesi che si ottengono risultati. Certamente l'opinione pubblica di questi Paesi fa pressione. Gli attivisti del clima, che non dobbiamo smettere di ringraziare, fanno altrettanto". 

In ogni caso, insiste Draghi, anche tra i Paesi più restii a rispettare gli impegni comuni sul clima "ci sono posizioni di partenza diverse, ad esempio il premier indiano e' stato molto aperto a Roma ad esempio sull'accettazione dell'1,5. Nella parte che riguarda la finanza e il track finanza si parla per la prima volta di prezzo del carbone che e' qualcosa che e' all'interno dell'Ue abbiamo da tempo ma fuori no. Sono tutte cose che si sono ottenute perche' tutti questi Paesi e anche la Russia, e anche la Cina in un certo senso, non si sono opposti".

Superare le distanze geopolitiche

"Le distanze geopolitiche non aiutano ma bisogna essere capaci di superarle - ha continuato Draghi secondo cui, ci saranno dei passi avanti concreti nella riduzione delle emissioni grazie alle nuove tecnologie: "Ora ragioniamo su una riduzione delle emissioni a tecnologie esistenti, ma c'e' un campo immenso come sul Covid e sui vaccini in cui le tecnologie possono aiutare sulla transizione ecologica".

 Il premier infine insiste sull'apporto che il settore privato può dare per raggiungere gli obiettivi di riduzione dei gas serra: "a prescindere dal fatto che si tratti di nuove tecnologie o programmi infrastrutturali per l'adattamento ai cambiamenti climatici, il denaro può non essere più un vincolo se portiamo dalla nostra parte il settore privato". E "vorrei davvero invitare tutte le banche multilaterali di sviluppo e la Banca Mondiale ad impegnarsi seriamente nella condivisione dei rischi con il settore privato".

E dunque "suggerisco di creare qui, durante questa COP26, una task force che predisponga un progetto in tal senso", ha concluso.

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