Draghi e Mattarella, due contro tutti

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Italian President of the Republic Sergio Mattarella and italian Prime Minister Mario Draghi at Quirinale palace for the Oath Ceremony of the Mario Draghi's government. Rome (Italy), February 13th 2021 (Photo by Roberto Monaldo/Pool/Insidefoto/Mondadori Portfolio via Getty Imagers) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)
Italian President of the Republic Sergio Mattarella and italian Prime Minister Mario Draghi at Quirinale palace for the Oath Ceremony of the Mario Draghi's government. Rome (Italy), February 13th 2021 (Photo by Roberto Monaldo/Pool/Insidefoto/Mondadori Portfolio via Getty Imagers) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)

Proprio tre mesi fa, il 13 febbraio, fa giurava il governo Draghi, suscitando una certa sorpresa, nella sua formazione, perché più “politico-tecnico” che “tecnico-politico”, scelta compiuta in nome di un sano realismo parlamentare, con l’intento (o l’auspicio) che il “coinvolgimento” e la “responsabilizzazione” dei partiti avrebbe consentito di sminare il percorso di provvedimenti impegnativi evitando le crisi di rigetto proprie dei commissariamenti. Venendo meno, in tal modo, a una regola aurea che i vecchi politici sono soliti ripetere: “Più è larga la maggioranza, più è opportuno, in presenza di opposti, puntare su un profilo più tecnico”.

Tre mesi dopo la grande chiamata di Draghi, da parte del capo dello Stato, per salvare la patria di fronte al default bipartisan dei partiti, proprio dal Quirinale arriva un segnale di preoccupazione in relazione al ritardo sul Recovery, con la convocazione, avvenuta nella giornata di giovedì, dei presidenti di Camera e Senato al Colle (leggi qui Giuseppe Colombo). Gesto che recepisce, a sua volta, una preoccupazione del premier, che pur vorrebbe varare i primi decreti nei tempi previsti, ma è costretto a prendere atto di una serie di intoppi che ne ritardano l’approvazione, e non solo sul Recovery, in relazione al capitolo Semplificazioni e governance. Anche il decreto Sostegni, per dirne un’altra, che doveva arrivare alla fine di aprile, è in clamoroso ritardo, proprio per l’esigenza di trovare una quadra di fronte alle richieste dei partiti. E a un clima un atteggiamento complessivo di conflittualità che poco favorisce un coerente percorso di governo.

L’iniziativa del Quirinale, che trasmette un messaggio neanche tanto implicito, è la presa d’atto di una dinamica che questi tre mesi hanno cristallizzato e che i prossimi rischiano di acuire. S...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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