Draghi lavora a missioni e dl energia, “grana” M5s su armi a Kiev

·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 26 apr. (askanews) - Il presidente del Consiglio Mario Draghi lavora al decreto energia, che dovrebbe arrivare giovedì prossimo sul tavolo del Consiglio dei ministri, e ai prossimi appuntamenti internazionali, ma deve fare i conti con la "grana" M5s che dice no all'invio di armi all'Ucraina, se non utilizzate in funzione difensiva.

Il premier, risultato positivo al Covid la scorsa settimana, è ancora in isolamento a Città della Pieve e tra domani e giovedì dovrebbe fare un nuovo tampone di controllo. Intanto però lavora ai dossier sul tavolo, a partire dagli impegni internazionali delle prossime settimane. Al momento l'ipotesi di un viaggio a Kiev appare in stand-by: la possibilità resta ma per ora non c'è una data, tantomeno nell'immediato. Il primo appuntamento in programma, dunque, è la partecipazione, il 3 maggio, all'Assemblea plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. Poi, dal 9 al 12 maggio, Draghi volerà negli Stati Uniti, per l'atteso incontro alla Casa Bianca con il presidente americano Joe Biden.

Nell'agenda, subito dopo il Consiglio europeo del 30 e 31 maggio, potrebbe entrare anche un viaggio a Istanbul, per riallacciare i rapporti con il presidente turco Erdogan, che potrebbe avere un ruolo rilevante nella soluzione della crisi in Ucraina.

Ma proprio sull'Ucraina, oggi, si è aperto un fronte interno con il Movimento 5 stelle che si mette nettamente di traverso sull'invio di nuove armi. Sulla questione il Movimento ha due anime, una favorevole e una contraria agli aiuti militari, e oggi il leader Giuseppe Conte ha riunito il Consiglio nazionale pentastellato per trovare una linea comune. E la soluzione, alla fine, certo non avrà fatto piacere a Draghi.

"Ci opponiamo ad aiuti militari che non siano in linea con il legittimo diritto di difesa sancito dall'articolo 51 della Carta dell'Onu e anche a controffensive da parte dell'Ucraina", ha detto l'ex premier al termine della riunione, chiedendo allo stesso presidente del Consiglio e al ministro della Difesa Lorenzo Guerini di riferire in Parlamento. Questo principio, che punta a evitare una "escalation", ha aggiunto Conte, per il M5s è "la linea del Piave" e in Parlamento "voteremo conseguentemente" in caso di arrivo di un provvedimento.

Cosa che non dovrebbe avvenire. L'Italia, infatti, ha spiegato oggi Guerini, è pronta a "un nuovo invio di equipaggiamenti militari, indispensabili per continuare il supporto alla resistenza ucraina", ma per farlo non sarà necessario un decreto del governo ma un semplice decreto interministeriale, dato che la risoluzione approvata in Parlamento lo scorso primo marzo già autorizza l'invio fino al 31 dicembre prossimo. Al di là del "tecnicismo", però, il problema politico resta e Draghi, quando tornerà a Palazzo Chigi, dovrà affrontarlo.

Intanto però c'è da pensare ai nuovi provvedimenti sull'energia, che dovrebbero arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri giovedì prossimo. Sul tema oggi a Palazzo Chigi si è tenuta una riunione tra i ministri dell'Economia Daniele Franco, il titolare delle Infrastrutture Enrico Giovannini, il sottosegretario Roberto Garofoli. C'è l'ipotesi, spiegano fonti di governo, che vengano varati due decreti: il primo dovrebbe contenere interventi di sostegno alle famiglie e alle imprese, sia sul fronte delle bollette che (per quanto riguarda le aziende) sui rincari nelle materie prime; il secondo dovrebbe invece prevedere un rinnovo delle misure, in scadenza con il mese di aprile, per calmierare i costi delle bollette e dei carburanti. Non è però escluso che alla fine tutte le misure entrino in un unico provvedimento.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli