Arriva anche il Pd: obbligo vaccinale

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ROME, ITALY - NOVEMBER 24: Italian Prime Minister Mario Draghi attends a press conference about new Covid-19 health pass rules, at Palazzo Chigi, on November 24, 2021 in Rome, Italy. Today the Italian government introduced a
ROME, ITALY - NOVEMBER 24: Italian Prime Minister Mario Draghi attends a press conference about new Covid-19 health pass rules, at Palazzo Chigi, on November 24, 2021 in Rome, Italy. Today the Italian government introduced a

Una cabina di regia che doveva tenersi in mattinata e che è slittata al primo pomeriggio, un Consiglio dei ministri che al momento è previsto per il tardo pomeriggio e sul quale si rincorrono voci di rinvio. Mai come oggi le misure caldeggiate da Mario Draghi per contrastare la pandemia sono state così fortemente contrastate, si è spezzato il meccanismo della proposta del premier e della concorde accettazione dei partiti, fatto salvo qualche mugugno di rito.

È una giornata di forte stress per l’intero esecutivo. Il presidente del Consiglio nelle ultime ore ha abbandonato l’idea di estendere il super green pass all’intero mondo del lavoro di fronte alle tante resistenze incontrate. Ma la soluzione a macchia di leopardo nel tentativo di trovare una mediazione - che prevederebbe l’obbligo vaccinale per gli over 60 e alcune categorie di lavoratori e l’estensione del green pass rafforzato per altri - non convince.

Un caso di queste ore è stato il confronto serrato con Giancarlo Giorgetti. Il capo delegazione della Lega ha ribadito la contrarietà del Carroccio a misure che, a loro dire, oltre a creare un solco troppo profondo con una parte del paese, penalizzerebbero oltremodo le aziende che hanno difficoltà a trovare personale e formule per sostituire chi comunque deciderà di non vaccinarsi. Il ministro dello Sviluppo economico non parteciperà al Cdm, indiscrezione che ha sollevato una ridda di interpretazioni politiche che il suo entourage ha provato a raffreddare a metà mattinata: “Motivi familiari, con Draghi si sono sentiti ed è stato informato”.

Ma anche il Pd rumoreggia. Il partito che fin dall’inizio è stato tra i più robusti sostenitori di Draghi non sembra apprezzare il mosaico di provvedimenti che sono stati prospettati in queste ore. I Dem arriveranno in cabina di regia rilanciando sull’obbligo vaccinale, misura caldeggiata anche dalla compagine governativa degli alleati 5 stelle, ma che nei gruppi parlamentari è fortemente contestata, al punto che, se i contrari pentastellati si sommassero a quelli della Lega, i numeri per convertire il decreto potrebbero essere a rischio. Fonti del Nazareno ribadiscono che lo spezzatino non va bene, e che l’obbligo erga omnes sarebbe “l’unico modo, a nostro avviso, per fare chiarezza ed evitare di infilarsi in distinzioni di età o di funzioni che finiscono per essere portatrici più di equivoci che di soluzioni”. Una posizione che può essere condivisa da Draghi, ma che troverà molto probabilmente un muro tra gli alleati di governo.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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