Draghi non cede sulle date dello sblocco dei licenziamenti

Giuseppe Colombo
·Business editor L'Huffington Post
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The Italian premier Mario Draghi during a press conference. Rome (Italy), April 8th 2021 (Photo by Pool /Insidefoto/Augusto Casasoli/Mondadori Portfolio via Getty images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)
The Italian premier Mario Draghi during a press conference. Rome (Italy), April 8th 2021 (Photo by Pool /Insidefoto/Augusto Casasoli/Mondadori Portfolio via Getty images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)

Più di qualcuno, tra i sindacati, si era già lanciato in una lettura trionfalistica delle parole utilizzate da Mario Draghi per spostare la discussione sui licenziamenti da palazzo Chigi al ministero del Lavoro guidato da Andrea Orlando. Ma l’interpretazione della fase del premier - “la discussione avverrà in quella sede” - si è rivelata sbagliata quando i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil si sono ritrovati stamattina con il ministro collegato in videoconferenza. Maurizio Landini ha chiesto per conto della Cgil di prorogare il blocco dei licenziamenti fino al 31 ottobre, la Uil di legare lo stop alla proroga dello stato di emergenza in via di estensione fino al 31 luglio. Ma dal ministro non sono arrivate risposte. Dietro il silenzio c’è la convinzione del premier: lo schema deciso appena un mese fa, con due finestre - primo luglio e 31 ottobre - non si tocca. Al massimo qualche ritocco.

Il ragionamento di Draghi, anticipato da Huffpost, poggia sulla convinzione che il blocco non può continuare all’infinito. Dura da più di un anno, caso unico in tutta Europa, ma soprattutto non si lega al cambio di passo che il premier sta provando a costruire. Quello delle riaperture, seppure graduali ma pur sempre aperture, e di una campagna di vaccinazione che si sta avvicinando all’accelerazione strutturale auspicata. Di più. Per il presidente del Consiglio pensare di riproporre uno schema figlio della fase emergenziale più cupa sarebbe sbagliato e fuorviante. Questo non significa però liberi tutti. E infatti il doppio binario per i licenziamenti è stato voluto proprio per questo. Ritornano alla possibilità di licenziare prima le imprese dei settori meno colpiti dalla crisi e in ripresa, dall’industria alle costruzioni. Poi tocca alle attività più piccole, che avranno lo scudo del blocco dei licenziamenti fino alla fine di ottobre. E pe...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.