Draghi non convince i senatori M5S, fiducia resta ad alto rischio

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Roma, 12 lug. (askanews) - Votare, ancora una volta, la fiducia al governo Draghi così da arrivare a fine luglio e verificare cosa effettivamente verrà inserito nel "corposo" nuovo decreto annunciato da Draghi o strappare subito (uscendo dall'Aula o astenendosi) giovedì sul Dl Aiuti, come chiedono a gran voce i senatori del Movimento 5 Stelle?

Il dilemma non si è ancora sciolto ma in Senato la pattuglia dei parlamentari pentastellati è sempre più insofferente, a maggior ragione dopo la conferenza stampa del premier Mario Draghi, tenuta al termine dell'incontro con i sindacati sui temi sociali, una conferenza stampa che, secondo quanto si apprende, li ha lasciati insoddisfatti.

Per parte sua il presidente dei pentastellati Giuseppe Conte ha fatto sapere che esprimerà la sua posizione al Consiglio nazionale convocato per le prime ore di mercoledì mattina. Il "momento è delicato", si legge in una nota di Campo Marzio, e "la posizione del M5S - fa filtrare Conte - non verrà anticipata prima di domani, per rispetto dei componenti dell'organo statutario chiamati a coadiuvare il presidente Conte nella definizione della linea politica".

Qualcuno però, off the record, parla. Mettendo in fila le parole di Draghi si fa notare che le aperture verso i 9 punti del documento che Conte gli ha consegnato sono state timide: Draghi non si è espresso sul reddito di cittadinanza su cui Conte aveva chiesto una parola chiara affinché non fosse messo in dubbio ogni giorno; il premier ha chiuso per l'ennesima volta alla possibilità di un ulteriore scostamento di bilancio per aumentare l'entità delle risorse del decreto anti-crisi e il Superbonus (che non era all'ordine del giorno del tavolo di Palazzo Chigi con i sindacati) non è stato nominato.

Quanto alle aperture sul salario minimo, al sottosegretario all'Interno Carlo Sibilia, che rivendica ai Cinque stelle di essere responsabili e seri ("Oggi Draghi annuncia un provvedimento sul salario minimo. L'azione politica del M5S è seria ed efficace. Altro che Papeete bis"), c'è chi fa notare che Draghi non è sembrato così incalzante sul tema e che la direzione non è quella proposta dai Cinque Stelle.

Di prima mattina dunque il Consiglio nazionale M5S si riunirà per dare una indicazione e Conte renderà esplicita la sua posizione, poi nel pomeriggio o in serata seguirà una riunione con i senatori in vista del voto di fiducia del giorno seguente. Conte potrebbe chiedere ai suoi di esprimere ancora una volta il sostegno al governo Draghi spiegando che occorre verificare cosa effettivamente ci sarà nel decreto annunciato oggi dal premier e rinviando di fatto a fine luglio la scelta di tirarsi o meno fuori. La sua preoccupazione, espressa più volte come un mantra in questi giorni, è quella di mostrare che i pentastellati sono "responsabili nei confronti del Paese". E i senatori, anche se non tutti, potrebbero alla fine decidere di seguirlo. Rinviando il redde rationem.

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