Draghi a Parigi, von der Leyen a Roma: la via europea per uscire dalla crisi

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AGI - La guida della riunione ministeriale dell'Ocse, dopo la cena con Emmanuel Macron. Mario Draghi prosegue il suo impegno internazionale con al centro la pace per l'Ucraina e le misure anti crisi e presiederà la riunione Ocse aperta dal segretario generale dell'Ocse, Mathias Cormann, cui parteciperanno anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente dell'Unione Africana, il presidente del Senegal Macky Sall.

Sul tavolo le implicazioni della guerra in Ucraina, il rafforzamento della prevenzione delle pandemie, il commercio e la sostenibilità ambientale, l'inflazione che è tornata a galoppare. Anche alla cena all'Eliseo, il premier si è confrontato con il presidente francese sull'obiettivo di un cessate il fuoco in Ucraina, con Macron ancora attestato sulla linea di 'non umiliare Mosca' e di tempi lunghi per l'ingresso di Kiev nella Ue.

Identità di vedute tra Draghi e Macron invece sia sul piano bilaterale che sulla prospettiva di una sempre maggiore integrazione su difesa ed energia, con un asse ben saldo sull'idea di un 'nuovo recovery'. Intanto comincia nel pomeriggio la missione della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in Italia, Paese primo beneficiario dei fondi del Recovery plan.

I palazzi romani intanto sono lambiti dall'onda lunga del voto di Strasburgo sul divieto di vendita di auto diesel e benzina dal 2035, un voto che ha diviso la maggioranza Ursula e seppure con diverse articolazioni anche quella che sostiene il governo italiano.

Enrico Letta parla di un "bicchiere mezzo pieno" per quanto riguarda il risultato, che dimostra come "tutto sommato l'Europa è in salute e che la sostenibilità non va in pensione per colpa di Putin". Ma per il leader Pd esemplifica anche che "destra e sinistra esistono eccome: le destre italiane ed europee hanno votato per metter da parte il tema della sostenibilità".

"L'approccio ideologico della sinistra finisce per danneggiare non solo l'economia ma anche la difesa stessa dell'ambiente" attacca invece la leader di Fdi Giorgia Meloni. E proprio Giorgia Meloni è attesa stasera a una antivigilia di chiusura di campagna elettorale sullo stesso palco con Matteo Salvini.

Dopo le scintille sulle elezioni comunali, dopo mesi di freddo e nessun incontro se non alla presenza di Silvio Berlusconi un mese fa, i leader di Fdi e Lega saranno fianco a fianco per sostenere il sindaco uscente di Verona Federico Sboarina. Non ci saranno invece esponenti di FI, dal momento in cui il centrodestra corre diviso a Verona, con gli azzurri che sostengono la corsa dell'ex leghista Flavio Tosi.

Nell'ultima giornata di campagna elettorale, poi, venerdì, Meloni farà due iniziative anche con Antonio Tajani, a Gorizia e all'Aquila. "Domani sera saremo insieme a Meloni a Verona per sostenere lo stesso sindaco, quando c'è da sostenere un amico della squadra alleata io mi faccio anche 500 chilometri", ha anticipato Salvini, assicurando di essere "al lavoro per superare le divisioni".

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