Draghi porterà l'Afghanistan al G20: "È la sede per avviare un'ampia collaborazione"

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(Photo: CHIGI PALACE PRESS OFFICE ANSA)
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Con Ursula von der Leyen e Charles Michel evanescenti e totalmente usciti dai radar dall’ultima clamorosa escalation della crisi in Afghanistan, tocca ad Angela Merkel e Mario Draghi prendere le redini della situazione in Europa. Il primo passo lo fa la cancelliera tedesca con un giro di consultazioni telefoniche con Mario Draghi, Boris Johnson, Emmanuel Macron, con Filippo Grandi dell’Unhcr e con altri leader. Lo fa il presidente del Consiglio italiano che annuncia la volontà di portare il dossier Afghanistan al tavolo del G20 a presidenza italiana.

Stabilità dell’Afghanistan, tutela delle conquiste in materia di diritti umani, accoglienza e sicurezza, attivando corridoi umanitari per gli afghani in fuga dai talebani. Per tutto questo i leader europei invocano un approccio unitario e coordinato a livello internazionale per scongiurare quello che potrebbe rivelarsi un nuovo esodo in massa e incontrollato come fu quello siriano. Nel corso dei colloqui fra i leader si è convenuto sulla necessità di fornire protezione umanitaria a chi in Afghanistan ha collaborato con l’Occidente negli ultimi 20 anni e alle categorie più vulnerabili, a partire dalle donne.

Draghi parla al Tg1 per invitare l’Occidente a “riflettere sull’esperienza
avvenuta” dopo le Torri Gemelle negli ultimi 20 anni. Per rivolgere un pensiero ai 54 caduti italiani in terra d’Afghanistan, il suo sacrificio “non è stato vano”. Per sottolineare che l’Italia si schiererà in difesa dei diritti fondamentali, dei diritti delle donne e per la protezione di tutti coloro che si sono esposti in questi anni a difesa di questi diritti in Afghanistan. “Questo deve essere perseguito in tutti i contesti possibili. Certamente – chiarisce il presidente del Consiglio - in questa grande opera di collaborazione mondiale entreranno Stati come la Cina, la Russia, l’Arabia Saudita, la Turchia. E tutti questi Stati sono membri del G20. Quindi il G20 offre naturalmente una sede dove poter avviare questa opera di collaborazione”.

Intanto oggi si è riunito il consiglio europei degli Affari esteri, al termine del quale il titolare della Farnesina Luigi Di Maio ha sottolineato “la necessità di una risposta comune europea in collaborazione con i nostri partner della Nato”.

Per il mondo politico italiano la priorità, per il momento, resta quella di portare in salvo i civili, in particolare coloro che hanno collaborato a vario titolo con i Paesi stranieri. Ma le posizioni riguardo l’accoglienza dei profughi sono diverse. Enrico Letta lancia una grande mobilitazione nazionale “per aiutare chi resta e accogliere chi fugge”. Questo, sottolinea il segretario del Partito democratico, è “il momento in cui l’Italia può e deve dare tanto”. Ma questo diventa una nuova occasione di scontro con il leader della Lega Matteo Salvini, il quale di fronte alla parola accoglienza alza muri: “Accogliere in Italia alcune decine di persone che hanno collaborato con la nostra ambasciata mi sembra doveroso, ma che nessuno ci venga a parlare di accogliere decine di migliaia di afgani. Ci sono paesi europei che non hanno fatto nulla, l’Italia non può essere l’unico centro di accoglienza in tutta Europa”. Parole che Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana, respinge: “Ora è il momento di smetterla con la propaganda dozzinale - dice - il nostro Paese, dopo aver partecipato ad un’avventura militare senza prospettiva politica, faccia tutto il possibile per permettere corridoi umanitari e accoglienza ai profughi di quel martoriato Paese”. Dal Movimento 5 stelle si conferma fiducia al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e la vicepresidente della commissione Femminicidio, Cinzia Leone, chiede di “aprire una riflessione” sui diritti umani “che devono essere garantiti: alle donne, certo, ma non solo”. Al di là della polemica politica tutta italiana, il tema ormai ha fatto finalmente un passo in avanti con l’intervento dei leader europei e ad occuparsene saranno i grandi della terra.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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