Draghi: "Pronti a intervenire se la pandemia dovesse aggravarsi"

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Mario Draghi (Photo: Palazzo ChigiANSA)
Mario Draghi (Photo: Palazzo ChigiANSA)

″È molto probabile che, per diverse ragioni, questa fase di crescita del debito, pubblico e privato, non sia ancora terminata. Dobbiamo fronteggiare l’emergere di nuove e pericolose varianti del virus. Rimaniamo pronti a intervenire con convinzione nel caso ci fosse un aggravarsi della pandemia tale da provocare danni all’economia del Paese”. Lo dice il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenendo al all’Adunanza solenne di chiusura dell’anno accademico dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

Il premier ha continuato: “A più di un anno dall’esplosione della crisi sanitaria, possiamo finalmente pensare al futuro con maggiore fiducia. La campagna di vaccinazione procede spedita, in Italia e in Europa. Dopo mesi di isolamento e lontananza, abbiamo ripreso gran parte delle nostre interazioni sociali. L’economia e l’istruzione sono ripartite. Dobbiamo però essere realistici. La pandemia non è finita. Anche quando lo sarà, avremo a lungo a che fare con le sue conseguenze”.

Poi la rassicurazione ai lavoratori: “Il reinserimento dei lavoratori dopo i traumi della crisi non è immediato. Il governo continuerà a sostenerli, come ha fatto in questi due anni. La Banca Centrale Europea ha stimato che in assenza del sostegno pubblico, le famiglie nei Paesi della zona euro avrebbero perso, in media, quasi un quarto del loro reddito da lavoro. Grazie all’intervento statale, questa perdita è stata del 7%”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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