Draghi punta a chiudere la partita giustizia. Slittano le misure Covid

·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 28 lug. (askanews) - Prima chiudere la partita (complessa) della giustizia, poi definire le ulteriori misure per contrastare la diffusione della variante delta del Covid. Questo il timing deciso dal presidente del Consiglio Mario Draghi, che rimanda di una settimana le decisioni sull'uso del green pass sui mezzi di trasporto e sulla scuola.

Troppa carne al fuoco per il governo e per una maggioranza scossa dalle tensioni. Dunque, prima va chiusa la riforma Cartabia sul sistema penale, su cui pesano richieste e veti incrociati di M5s, Lega e Forza Italia. Oggi la ministra Cartabia ha riunito la maggioranza alla ricerca di una intesa, ma senza riuscire a trovare la quadra. Poi è arrivata a Palazzo Chigi, per un confronto con il premier. La linea di Draghi e della Guardasigilli, spiegano fonti di governo, non cambia: il provvedimento deve andare in aula alla Camera venerdì ed essere approvato. Se ci sarà un accordo da condensare in un maxiemendamento bene, altrimenti il testo sarà presentato come uscito dal Cdm e messo in votazione con la fiducia, già autorizzata all'unanimità nella seduta di giovedì scorso.

Nel Cdm in programma giovedì mattina alle 11.30 non andranno, dunque, le misure sul green pass e sulle vaccinazioni per i trasporti e per la scuola. Prima, spiegano fonti dell'esecutivo, occorre fare "approfondimenti" sullo stato della campagna vaccinale nelle varie popolazioni. Dunque le misure slittano alla prossima settimana. Intanto, però, Draghi ha trovato un'intesa con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L'Italia ha ottenuto così un milione di dosi in più di siero Pfizer dalla seconda settimana di agosto. Una fornitura, assicura Palazzo Chigi, che consentirà di "completare in sicurezza la campagna vaccinale entro il 30 settembre".

Sulle ulteriori misure per l'uso del green pass, con possibili limitazioni all'uso dei mezzi di trasporto (almeno per quelli a lunga percorrenza), e sull'eventuale obbligo di vaccinazione per gli insegnanti, il dibattito nella maggioranza è aperto. Il green pass è "un aggravio" e quindi "dobbiamo limitarlo allo stretto necessario", ha detto il leader in pectore del M5s Giuseppe Conte. Ma soprattutto fermo sul no a nuove restrizioni è il segretario della Lega Matteo Salvini, arrivato questa mattina a Palazzo Chigi per un faccia a faccia con il premier, dopo lo 'schiaffo' ricevuto la scorsa settimana. "L'appello a non vaccinarsi è un appello a morire", aveva detto il presidente del Consiglio in conferenza stampa, rispondendo a una domanda su segretario del Carroccio. Frasi ritenute "ingenerose" dal leghista, che ha espresso a Draghi il suo "rammarico". Nel merito, Salvini ha ribadito la sua opposizione a nuove misure. "Non ci saranno nuove restrizioni, ci pensiamo settimana prossima", ha detto al termine dell'incontro, rincarando poi la dose in serata: "Stamattina ho visto il presidente Draghi, c'è un bel da chiedere green pass agli italiani per andare a lavorare, inizi a non fare più sbarcare quelli che stanno sbarcando a migliaia".

Una bella matassa da dipanare, ma con una settimana in più di tempo: da qui a venerdì la priorità è la giustizia. Whatever it takes.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli