Draghi: riapre scuola fino a prima media, dl contro medici no-vax

Red
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Roma, 26 mar. (askanews) - Dopo Pasqua bambini in classe (fino alla prima media) anche in zona rossa. E' questo l'unico "spazio" che il presidente del Consiglio Mario Draghi vede per allentare le restrizioni per contrastare l'epidemia da Coronavirus. E se Matteo Salvini non è d'accordo, pazienza.

Il premier ha riunito in mattinata la cabina di regia con ministri e rappresentanti del Cts, in vista dell'adozione del nuovo decreto Covid, che sostanzialmente manterrà intatte le misure in vigore, dunque con l'Italia che avrà solo zone arancioni o rosse, niente giallo, con bar e ristoranti che resteranno aperti solo per l'asporto. "Le decisioni prese dall'ultima cabina di regia - ha spiegato Draghi in conferenza stampa - hanno portato una dimunizione nel tasso di crescita dei contagi e addirittura si vede una dimunizione anche del livello dei contagi. Ovviamente il resto della situazione è preoccupante, ma si era deciso che se ci fosse stato spazio lo avremmo usato per la scuola". Dunque tutti in classe fino alla prima media, con la possibilità di fare test, ma non a tutti. E proprio sulla scuola dal presidente del Consiglio arriva un nuovo richiamo, in questo caso alle Regioni che, autonomamente, hanno deciso un maggior ricorso alla Dad. "Ci sono state scelte dei governatori sulla chiusure delle scuole che dovranno essere riconsiderate, sulla base della scelta del governo che ritiene la scuola in presenza un obiettivo primario", ha ammonito.

Toni più distensivi, invece, con i governatori, in vista dell'incontro di lunedì chiesto dal presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, dopo il duro richiamo del premier sui ritardi nelle vaccinazioni degli over80. "Quello che ho detto in Parlamento era una reazione abbastanza spontanea a vedere le differenze nel grado di vaccinazioni nelle varie regioni su quelli oltre gli 80 anni e forse anche oltre i 70", ha spiegato, ma "la risposta delle Regioni è stata positiva, c'è stato un incontro con la ministra Gelmini, ci sarà un incontro con le Regioni dove sarò anche io la settimana che viene. Inutile mettere veti, minacciare, si sta lavorando bene".

Secca, invece, la risposta del presidente del Consiglio nei confronti della Lega, che vuole da subito più riaperture. E' "impensabile tenere chiusa l'Italia anche per tutto il mese di aprile", ha tuonato Matteo Salvini, minacciando il 'no' del Carroccio in Cdm e in Parlamento. Per Draghi non è questione di ritenere "pensabile o impensabile la chiusura, dipende dai dati che abbiamo. Gli scorsi mesi hanno dimostrato che queste misure non sono campate per aria: le decisioni se riaprire dipendono dai dati". E al ministro del Turismo Massimo Garavaglia che prevede un'estate senza mascherine, il premier ha risposto sarcastico: "Sono d'accordo: se potessi andare in vacanza ci andrei volentieri". Il problema dell'economia, ha sottolineato, c'è, ma l'Italia non è solo "i ristoranti e i bar chiusi" perchè "c'è anche tanta gente che va al lavoro e produce". Comunque, ha garantito il premier, anche nelle prossime settimane i ristori ci saranno, anche se il nuovo scostamento di bilancio non è stato ancora quantificato.

Quello che invece è stato deciso, e sarà fatto a breve, è l'obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari. Ci sarà un decreto, a cui lavora la ministra della Giustizia Marta Cartabia, perchè "non va assolutamente bene che operatori non vaccinati siano a contatto con malati, né va bene cha siano mandati a contatto con i malati".

Proprio sui vaccini, infine, Draghi (a cui la prossima settimana sarà somministrata la dose AstraZeneca) predica "ottimismo". "Posso rassicurare gli italiani che avranno tutte le dosi" di vaccino per il coronavirus, e che guardando il trend dei dati delle somministrazioni "l'obiettivo del mezzo milione in aprile si comincia a vedere con un po' più di probabilità". Questo mentre nel giro di 3-4 mesi sarà avviata la produzione in Italia dei prodotti già in circolazione.