Draghi-Sanchez: insieme più forti in Ue, asse sui migranti

·4 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Barcellona, 18 giu. (askanews) - "Insieme siamo più forti". Non sarà la sintonia assoluta che c'era tra Pedro Sanchez e Giuseppe Conte perché l'idea di un fronte comune del Sud in Europa non entusiasmerebbe Mario Draghi, come riportava oggi El Pais citando fonti italiane, ma il premier oggi a Barcellona ha battuto molto sull'assunto che più unite saranno Italia e Spagna più conteranno nell'Unione europea.

Accolto con un calore e un affetto che lui stesso ha definito "inaspettato", prima al Cercle d'Economia, l'agorà per eccellenza della società civile di Barcellona, poi al foro di dialogo Spagna-Italia, in entrambe le occasioni, alla presenza di Sanchez, è stato premiato con due riconoscimenti: il "Premio per la costruzione europea" che gli è stato conferito dal Cercle per il suo passato alla Bce e per quelle "tre parole: whatever it takes" che salvarono l'euro e una medaglia per il 250mo anniversario del Foment de Traball, l'associazione di rappresentanza delle imprese catalane.

"Querido Mario", lo apostrofa più volte il presidente del Cercle Javier Faus durante la cerimonia in una sala del Hotel W, conosciuto come Hotel Vela, per la forma dell'edificio progettato da Ricardo Bofill, nel quartiere della Barceloneta, proprio sul mare. Musica da notte degli Oscar e standing ovation a omaggiare il premier italiano che, dietro la mascherina, confessa di essere "commosso" e "arrossito": "Le parole che mi avete riservato sono state davvero eccessive, tuttavia vi sono veramente grato". Dallo stesso palco dove prima di lui Sanchez ha annunciato lo stop all'obbligo di mascherine all'aperto dal prossimo 26 giugno, Draghi fa un discorso sul Covid più prudente. Non fornisce date, non le fornirà neanche nella conferenza stampa serale convocata all'improvviso con un quarto d'ora di preavviso al rientro a Roma con il generale Figliuolo e il ministro Speranza. "Benché la situazione pandemica sembri sempre più sotto controllo, siamo ancora lontani dalla fine. Le prospettive complessivamente favorevoli nascondono alcuni rischi significativi". A preoccupare Draghi è la percentuale bassissima di vaccinati nei paesi a basso reddito: "Solo lo 0,3% del totale di dosi". Una "differenza non solo eticamente ingiusta" ma "anche molto pericolosa. Fintanto che il virus continuerà a circolare liberamente, ci sarà sempre un rischio di nuove varianti. Una o più di esse potrebbero essere resistenti ai nostri vaccini, compromettendo il successo delle nostre campagne".

Se sulla crisi sanitaria il premier è prudente, di contro si mostra molto ottimista sulla ripresa economica: "Secondo le previsioni della Commissione europea, quest'anno il prodotto interno lordo dell'UE crescerà del 4,2%. In Italia del 4,2%. Queste previsioni potrebbero essere riviste al rialzo, con il ritorno della fiducia fra le imprese e le famiglie". Spiega che bisogna continuare a mantenere una politica monetaria e fiscale espansiva ma che "anche gli investitori vanno rassicurati sul fatto che si ritornerà alla prudenza fiscale non appena la ripresa proseguirà in maniera autonoma".

Il bilaterale con Sanchez al Palacio Albe niz dura un'ora in tutto: 25 minuti di faccia a faccia, il resto di pranzo tra le delegazioni. I due concordano di rafforzare il legame già solido e di chiedere insieme al prossimo consiglio europeo un Patto Migrazione e Asilo, la cui realizzazione richiede necessariamente di tenere conto della visione dei Paesi di primo ingresso. Vogliono una risposta comune alla sfida delle migrazioni, bilanciando i principi di umanità, solidarietà e responsabilità condivisa.

La "chiara armonia" emersa durante il bilaterale tra Italia e Spagna viene ribadita e sottolineata anche al foro di dialogo."Non siamo in concorrenza ma cooperiamo", spiega Sanchez che definisce Draghi "un maestro" rivelando "senza vergogna" che durante le riunioni del consiglio europeo "quando parla Draghi tutti rimaniamo zitti ed ascoltiamo e questo non succedere sempre, con Draghi succede". Premiato anche qui, Draghi ringrazia e sottolinea: "È un altro momento di commozione. Oggi è una giornata veramente meravigliosa".

Italia e Spagna, ricorda Draghi, "sono partner strategici negli ambiziosi progetti che abbiamo davanti in Europa: transizione ecologica, digitalizzazione, trasformazione delle nostre città. Insieme a Francia, Germania, e gli altri Stati Membri vogliamo costruire un'Unione Europea più moderna, competitiva e solidale. Che superi le tradizionali divisioni tra Nord e Sud, e si mostri unita nel confronto con le altre potenze globali del nostro tempo". Il premier sottolinea che Italia e Spagna sono i due principali beneficiari di Next generation Eu, "per un totale di 270 miliardi", spiega che i due Pnrr sono simili "anche se non ho letto tutto quello spagnolo" ma "non sono solo un insieme di numeri, obiettivi e scadenze. Sono emblematici di un'idea condivisa di futuro". E soprattutto "se entrambi i paesi eseguiranno questi piani in modo efficiente ed efficace, apriremo una nuova fase per l'Unione europea".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli