Draghi sente Berlusconi ma non convince Fi: “Resti al governo”

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Image from askanews web site
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Roma, 27 gen. (askanews) - La "mossa" di Mario Draghi, telefonare a Silvio Berlusconi, sembra non aver sortito l'effetto desiderato.

Il presidente del Consiglio questa mattina ha chiamato il leader di Forza Italia. Una telefonata "cortese", in cui il premier "ha formulato i migliori auguri di pronta guarigione" a Berlusconi. Nel corso del colloquio, riferiscono da Fi, "non è stato affrontato alcun tema politico". Se anche così fosse, comunque, il premier ha voluto dare un "segnale" politico e di attenzione al leader del partito che forse più degli altri si oppone al suo passaggio al Colle. Un contatto che era atteso e che è stato preparato con cura. Ma che, a quanto pare, non ha raggiunto l'effetto desiderato, cioè far tramutare in "sì" il "no" degli azzurri. Nel pomeriggio, infatti, ha visto il numero due forzista Antonio Tajani. Un incontro definito "cordiale" ma al termine del quale, spiegano fonti azzurre, "non cambia la posizione di Forza Italia, per cui Draghi deve proseguire il suo lavoro a Palazzo Chigi". Nessun commento, come di consueto in questi giorni delicati, filtra dalla presidenza del Consiglio.

Il confronto con Forza Italia si inserisce in una giornata, l'ennesima, di lavoro a Palazzo Chigi, con contatti ("frequenti ma non frenetici", tengono a sottolineare i collaboratori) con i principali leader politici. La giornata, però, non ha portato a un chiarimento del quadro. I nomi, veri o di facciata, continuano a susseguirsi: Elisabetta Belloni, Sabino Cassese, quello in discesa di Pierferdinando Casini, il ritorno di fiamma (ma solo lato Lega) di Franco Frattini. Un rebus che, con il passare delle ore, sembra sempre più difficile da risolvere. Draghi segue da vicino le mosse dei partiti, tesse la sua tela, consapevole del fatto che in questa maionese impazzita fare previsioni, al momento, è quasi impossibile. E che comunque c'è da mandare avanti anche l'attività di governo: lunedì è in programma un Consiglio dei ministri per alcuni provvedimenti in scadenza. Poi c'è da tenere alta l'attenzione sulla crisi ucraina e portare avanti alcuni dossier urgenti, come le bollette, Ita, il Pnrr.

La "candidatura" di Draghi, quindi, resta sullo sfondo dei "giochi" di queste ore, in attesa degli eventi. Così come è sempre viva - e anzi in crescita - la voglia di un Mattarella bis. Al presidente della Repubblica oggi in Aula sono andati 166 voti (in particolare da M5s, Autonomie, parti del Pd), segno del tentativo di portare a una richiesta forte da parte delle forze politiche al capo dello Stato. Ma, in serata, fonti del Colle hanno tenuto a ribadire che in questi giorni Mattarella non ha contatti di nessun tipo con nessuno e che durante le elezioni del suo successore non ha "nulla da dire, niente da commentare, nulla da far trapelare".

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